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10 curiosità sui Giardini Margherita -Bologna

Giardini Margherita il parco cittadino più frequentato di Bologna, si trova a due passi dal caos cittadino. Con 26 ettari di terreno offre un rifugio nel verde dove  rilassarsi, riposarsi e ritrovare un contatto con la natura. L’apertura ufficiale venne celebrata nel 1879

1.Solitario -Albero monumentale ai giardini Margherita

Questa Sequoia sempreverde con la circonferenza fusto: 520 cm e
altezza: 37,4 m. è una dei pochi osservabili in ambito locale. Le sequoie sono piante poco frequenti nei giardini del nostro Paese e questo esemplare è una rarità . Per questo l’ho chiamato SOLITARIO

SOLITARIO

Lontano dalla sua terra ci ha preso l’abitudine .Cresciuto tre volte di più dei suoi amici verdi . Si sente importante e protetto .Qua ci si vive bene ,acqua sempre in abbondanza ,ci si diverte guardando via e vai della gente ,le tartarughe e le papere .Solitario solo perchè raro ma in realtà mai stato solo e abbandonato .cit-Aneta Malinowska

A Bologna in totale ci sono 7 alberi monumentali inscritti al elenco-
AMI -alberi monumentali d’Italia .

2.Strane presenze alle Serre dei Giardini Margherita – create con materiali di recupero

Alle Serre troviamo sette strane creature in varie pose 4 femminucce e 3 maschietti . Il primo maschietto sembra capo banda messo davanti a tutti con una posa amichevole come se salutasse dicendo ciao !.

Una è proprio una femminuccia in posa per farsi un selfie ..!

Le altre sculture sono in posa come se fossero la prima volta sulla terra per scoprire,curiosare ed esplorare …

Non sono solo i ominidi ma arte fatta dai rifiuti umani con un forte messaggio che porta a riflette sulla umanità e del futuro…..

Ma chi sono queste creature?

“L’alba dell’uomo” (2001)cosi si chiama il gruppo di sculture esposte alle sere di Giardini Margherita .Progetto era ispirato al film del regista statunitense Stanley Kubrick (1928-1999) “2001, Odissea nello spazio”.

Con questo complesso scultoreo scopriamo una versione degli ominidi in procinto di evolversi. La metafora dell’origine dell’uomo viene ripensata con gli scarti della sua tecnologia, attivando un confronto fra una tradizione che lavora al suo rinnovamento e un’avanguardia che riassembla i rifiuti del reale.

Opera è di scultore, designer e scenografo teatrale Simone Bellotti, nato a Bologna nel 1967, dove vive e lavora. Le sculture esposte rappresentano gli scimpanzé che stanno per trasformarsi in umani, rinascita dell’uomo dal degrado e disastro ambientale a partire dalla spazzatura con cui ha avvelenato la terra.Tutte le sue opere sono state fatte con materiali di recupero (ferro riciclato, sedie rotte, vecchie porte, travi, mobili vecchi ,vari pezzi di elettrodomestici ecc. .) Riciclaggio artistico di oggetti abbandonati che vengono utilizzati con uova nuova funzione e danno la vita alla creatività.

,,Con questo complesso scultoreo, Simone Bellotti ci offre una sua versione degli scimpanzè in procinto di evolversi, nel film “2001 Odissea nello spazio” di Kubrick, mobilitando una metafora dell’origine dell’uomo ripensata coi relitti della sua tecnologia, dove una tradizione che lavora al suo rinnovamento e una avanguardia che riassembla i rifiuti del reale, ci offrono la possibilità di attivare un fruttuoso confronto estetico, e forse perfino ontologico.”
(Tratto dalla presentazione del Professor Giorgio Celli tenuta in occasione dell’inaugurazione di una mostra il 9 luglio del 2004

3.Leone RENO

.

Un ricordo del passato ai Giardini MargheritaLeone in rete mettalica 100x175x175cm 2020- è fatto da un giovane artista Michele Liparesi collocata sul tetto dove una volta si trovava la gabbia dei leoni . Nel 1939 vennero donati, dai reduci africani della Decima Legio, due cuccioli di leone catturati in Etiopia, dove avevano combattuto. All’inizio degli anni 80 quando l’ultimo leone lascia la gabbia dei Giardini Margherita il piccolo zoo bolognese viene smantellato.
Il titolo dell’opera prende il nome da uno dei due primi cuccioli di leoni che furono regalati, nel 1938, da alcuni reduci dalla spedizione coloniale di Etiopia.

4.La capanna villanoviana ai giardini Margherita

Delle abitazioni della Bologna etrusca del periodo più antico (IX – metà del VI secolo a.C.) non rimane quasi nulla: erano infatti costruite con legno, argilla e canne, materiali fragili, che nel corso del tempo sono andati distrutti. Tuttavia il terreno ha conservato la traccia dell’abitazione sotto forma di una macchia di terreno scuro con ceneri, frammenti di vasi e resti di cibo: da questi resti gli archeologi riescono a ricostruire forma, dimensioni e struttura delle capanne.

L’idea di ricostruire un’antica capanna villanoviana a grandezza naturale è nata dall’esempio dei parchi didattici realizzati in tutta Europa per consentire al pubblico di cogliere con immediatezza ed efficacia aspetti della vita quotidiana dei popoli antichi.

La capanna è a pianta circolare, con un diametro di 4 metri e pavimento interrato per 80 centimetri. Per la costruzione delle pareti e del tetto sono state utilizzate tecniche tradizionali, in uso nelle campagne padane fino a poco tempo fa; probabilmente queste tecniche non differiscono molto da quelle adottate nell’antichità.

La realizzazione di questo progetto ha anche permesso alcune utili osservazioni sui modi di vita antichi. Ad esempio si è calcolato come utilizzando il lavoro di tre persone la costruzione della capanna sarebbe stata ultimata in non più di quindici giorni.

L’abitabilità è risultata eccellente: grazie alla forma circolare poco disperdente e ai materiali molto coibenti, l’accensione del fuoco nel focolare al centro della capanna permette di raggiungere rapidamente condizioni di benessere: poche braci sempre accese dovevano essere sufficienti per un buon riscaldamento dell’ambiente.

Inoltre questo tipo di costruzione ha una notevole durata: nella campagna ravennate infatti si conservano ancora capanne con il tetto di paglia costruite circa novant’ anni fa testo “Musei Bologna,,

5.Un sepolcreto etrusco

è ritrovato durante i lavori per la realizzazione del parco pubblico dei Giardini Margherita. Lo scavo condotto dall’archeologo Antonio Zannoni porterà alla luce 172 tombe etrusche, accompagnate da grandi stele funerarie riccamente decorate.

Tra il 1887 e il 1889 altre 22 tombe saranno scavate da Edoardo Brizio, tra le quali quella a cassone di blocchi di travertino, che rimarrà visibile sul posto.

In totale, nell’area dei Giardini Margherita, saranno individuate 236 sepolture, risalenti al VI-IV secolo a.C., spesso dotate di straordinari corredi, con vasi di eccelsa qualità.

In particolare, la cosiddetta Tomba Grande la più ricca del panorama felsineo.

6.Canale di Savena

Il canale parte dalla chiusa di San Ruffiflo e lambisce la base della collina di Monte Donato per poi distaccarsene e proseguire in direzione Nord-Ovest costeggiando le attuali via Toscana e via Murri), attraversando i giardini Margherita (alimentandone il laghetto)

Poi entra in città a porta Castiglione dopo avere alimentato, un tempo, alcuni mulini (tra i quali il molino Parisio ,il molino della Foscherara e il molino di Frino o “Tamburi”) oggi inattivi..

Molino Tamburi, ancora attivo negli anni ’60. Oggi è una scuola d’infanzia comunale.

,,Questo tratto scoperto del Canale di Savena, che attraversa i Giardini Margherita aperti al pubblico nel luglio del 1879,è stato oggetto di un intervento di sistemazione realizzato su progetto del 2019 dell’ingegner Roberto Ballardini su incarico del Consorzio della Chiusa di San Ruffillo e del Canale di Savena. ,,https://mappa.canalidibologna.it/giardini-margherita-2

7.Le Serre dei Giardini

Un posto perfetto pe chi vuole IMMERGERSI TRA ARTE E NATURA,PARTECIPARE AGLI EVENTI,LAVORARE,STUDIARE E STARE BENE tutti eventi sul sito https://leserredeigiardini.it/eventi/

Dopo un lungo periodo di abbandono questo spazio diventa un’oasi di verde e cultura con interessanti soluzioni architettoniche. Uno spazio rigenerato e centro culturale ibrido con 650 metri quadrati riqualificati delle ex serre comunali gestito da Kilowatt 

Il locale è stato costruito sul sito di ex serre, il cui scheletro è ancora ben visibile. È un posto dove gli studenti vengono a studiare all’aria aperta ,la sera c’è un’atmosfera molto bella, luci, musica in sottofondo con tantieventi organizzati . Nel bar si possono acquistare le bevande e cibo. L’offerta gastronomica è realizzata a partire da materie prime che rispettano la terrail lavoro – artigianale e manuale – di chi le produce e le stagioni. .https://leserredeigiardini.it/chi-siamo/

8.Chalet

Lo Chalet fino alla fine dell’Ottocento non esisteva. Questo sorgeva al posto dell’attuale Palazzina Liberty. Ma era stato costruito interamente in legno, così, poco dopo essere stato ampliato nel 1880, nel 1893 fu danneggiato irrimediabilmente da un incendio. Al suo posto venne realizzata la Palazzina Liberty. Il nuovo chalet venne costruito nel 1894 nella posizione in cui tutt’ora si trova.

9.La Palazzina Liberty  “Chalet Restaurant

La Palazzina Liberty viene costruita al posto dello chalet andato distrutto nell’incendio. L’idea era quella di creare un cafè-restaurant, molto più lussuoso del precedente, con sale sfarzose e terrazzi per ricevimenti.Progettata nel 1910 dall’architetto bolognese Edoardo Collamarini,

inizio del ‘900 immagine della collezione di Fausto Malpensa – Giardini Margherita – 2021

10.Statua di Vittorio Emanuele

 Opera del 1884 dello scultore Giulio Monteverde (1837-1917) –

Da allora la scultura sarà conosciuta come “il monumento all’erba”. Nel dopoguerra apparirà ricoperto da un grande mucchio di letame, ricordo dell’ultimo periodo di occupazione.

Con la fine della guerra nel ’45, la statua equestre di Vittorio Emanuele fu spostata da piazza Maggiore, come punizione ai Savoia per tradimento, e l’anno successivo si festeggiò la prima festa dell’unità.


Bologna, inaugurazione del monumento a Vittorio Emanuele, 12 giugno 1888. Foto Poppi, Fondo Belluzzi del Museo del Risorgimento di Bologna.

Scorcio di piazza Vittorio Emanuele nel primo decennio del ‘900. Foto della colezzione cartoline di Bologna di Fausto Malpensa

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Uno degli aspetti più distintivi del Collegio è la sua tradizione di attribuire borse di studio tramite concorso. Questo processo selettivo garantisce che solo i giovani artisti più promettenti abbiano accesso alle risorse offerte dalla fondazione. Le borse di studio non sono solo un sostegno economico, ma rappresentano anche un riconoscimento del talento e del potenziale dei beneficiari. Inoltre, il Collegio fornisce spazi dedicati agli studi d’artista, permettendo ai giovani creativi di lavorare in un ambiente professionale e dotato di tutte le strutture necessarie per la realizzazione delle loro opere.

Non è solo un luogo di apprendimento, ma anche un punto di incontro per la comunità artistica. Ospita mostre, workshop, e conferenze che coinvolgono non solo gli studenti, ma anche artisti affermati e il pubblico generale. Queste iniziative creano un dialogo continuo tra diverse generazioni di artisti e favoriscono un ambiente di scambio culturale e intellettuale. In questo modo, il Collegio non solo preserva il patrimonio artistico del passato, ma contribuisce attivamente alla sua evoluzione futura.

Il collegio ha ospitato numerose mostre che hanno messo in luce il lavoro di artisti emergenti e affermati. Queste esposizioni non solo offrono al pubblico la possibilità di ammirare opere d’arte di grande valore, ma anche di capire meglio il processo creativo degli artisti. Le mostre al Collegio Venturoli spaziano tra diverse discipline artistiche, includendo pittura, scultura, grafica e installazioni multimediali. Questo approccio interdisciplinare permette di creare un dialogo tra le varie forme d’arte e di esplorare. nuove modalità espressive.

Inoltre, è un luogo che ispira e sostiene la comunità artistica attraverso residenze, workshop e conferenze. Queste iniziative offrono agli artisti l’opportunità di confrontarsi, collaborare e crescere professionalmente. Gli eventi organizzati dal collegio sono aperti al pubblico e rappresentano un’occasione unica per avvicinarsi al mondo dell’arte . Grazie alla sua storia, al suo impegno nella formazione e alla sua vasta offerta culturale, il Collegio Venturoli continua a essere un faro di creatività e innovazione nel panorama artistico bolognese e non solo.

Il collegio è noto per la sua straordinaria architettura, caratterizzata da sale maestose e decorate con affreschi intricati. Questi affreschi, realizzati da artisti di grande talento, offrono uno spaccato della ricca eredità culturale e artistica della regione. Le sale del collegio non sono solo spazi di apprendimento, ma veri e propri capolavori che ispirano gli studenti e i visitatori con la loro bellezza e complessità.

Al suo interno conserva l’archivio del fondatore e diverse collezioni d’arte, ed è impegnato nella valorizzazione degli spazi storici museali del palazzo.

Il Giardino

Questo incantevole giardino storico, parte integrante del prestigioso Collegio Venturoli, offre un’oasi di tranquillità e bellezza naturale che contrasta con il ritmo frenetico della vita urbana.

Il giardino è progettato con cura per offrire una varietà di esperienze sensoriali. Passeggiando tra i suoi vialetti, si possono ammirare una vasta gamma di piante (circa 160 specie). Dell’impianto originario si conservano tre grandi allori e due palme . Sul frontale dell’alto muro di mattoni che circonda lo spazio del giardino spicca uno sfondato pittorico attribuito al paesaggista ottocentesco Rodolfo Fantuzzi che
richiama elementi naturalistici che si fondono al contesto. Per approfondire sul giardino leggete 👉

Gli studenti e i visitatori possono trovare angoli tranquilli dove leggere, studiare o semplicemente rilassarsi al suono del cinguettio degli uccelli. Le sculture e le installazioni artistiche disseminate nel giardino arricchiscono ulteriormente l’esperienza, creando un dialogo tra natura e arte che è al centro della filosofia del Collegio Venturoli.

,,La Fondazione è un ente privato senza scopo di lucro, impegnato nella sua missione di supportare i giovani artisti bolognesi. Loro obiettivo è preservare gli spazi storici e migliorare costantemente gli ambienti per accogliere attività culturali e attivare collaborazioni con altre istituzioni e fondazioni della città, creando così un punto d’incontro vibrante per il pubblico.,,

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Oggi scopriremo -antichi orologi a Bologna -Sapevate che Bologna è considerata, fin dal Medioevo, una delle capitali mondiali della misura del tempo? Già nel XV secolo si dota di uno dei…

Monumento alle donne partigiane bolognesi

Partigiane bolognesi Inaugurato nel 1975, in occasione del Trentesimo Anniversario della Liberazione, il monumento di Villa Spada ricorda le 128 partigiane della provincia che diedero la vita nella lotta di Liberazione.…

Gallo di San Pietro a Basilica di Santo Stefano

Sotto il porticato su una colonna al centro di una finestra troviamo gallo di pietra risalente al XIV secolo, chiamato “Gallo di San Pietro” per ricordare l’episodio evangelico del rinnegamento di…

Lavandaia

Statua di lavandaia collocata nel 2001 in via della Grada di l’autrice è l’architetto Saura Sara Sermenghi .Fra la fine dell’Ottocento e l’inizio del secolo scorso, la via era frequentata dalle…

Statua di don Antonio Gavinelli

Statua si trova davanti al Teatro Testoni in via Matteotti con lo sguardo fermato sulla chiesa di Sacro Cuore -non per caso ….Nel 2017 – Il 14 maggio, nella piazza intitolata…

ANTICA SPEZIERIA ALL’INSEGNA DELLA PIGNA

Bellissima ANTICA SPEZIERIA ALL’INSEGNA DELLA PIGNA FONDATA NEL SECOLO XIV Via Collegio di Spagna 1 -La farmacia San Paolo nasce nel XIV secolo come “antica spezieria della pigna” fondata dalla famiglia…

Meridiana da record!

Lo sapevate?Una curiosa scoperta in quartiere Savena- ➡ Una meridiana da record! 🕰🕐 Opera che unisce astronomia ,arte , scienza,tecnica e storia -citata sul GUINNESS DEI PRIMATI per le sue eccezionali…

Leone Reno

Leone RENO -Un ricordo del passato ai Giardini Margherita -Leone in rete mettalica 100x175x175cm 2020- è fatto da un giovane artista Michele Liparesi collocata sul tetto dove una volta si trovava…

via Saragozza -Bologna

Il nome di questa via è antichissimo,Prima documentazione : 1118 (Saragoza) documentato già all’inizio del XII secolo in un actum in Saragoza di manumissione (ovvero liberazione) di un servo.Tra i secoli…

La streetart dedicato alle donne

La street artist che ci ha dato la forma e colore alle storie di donne che hanno subito la violenza. Ale Senso è attratta dalle storie. Le assorbe, le rielabora e…

Gargoyle -misteriosa diavolessa di Bologna

Diavolessa – statua, simile ai gargoyle de Il Gobbo di Notre Dame si trova sotto il portico in via D’Azeglio 47 è una copia del diavolo in bronzo del Giambologna (Jean de…

Foto e Frasi -no alla violenza sulle donne

Se la testa brucia,bruceranno i piedi,ogni passo che lascia la cenere ….se sei sulla stessa barca scappa presto buttati nel mare che il fuoco li non ci arriverà mai .Non per…

Bologna e simpatici L’unicorni

Descritto come animale piccolo (a rappresentare l’umiltà) ma invincibile.Simbolo di magia ,purezza e saggezza, nell’immaginario cristiano poteva essere ammansito solo da una vergine, simbolo della purezza,è considerato in tutte le tradizioni…

Meridiana di San Michele in Bosco

In ex monastero di San Michele in Bosco al partire dal 1364 risiedevano i monaci olivietani responsabili della costruzione di questo complesso dal XV secolo.Qui in un corridoio lungo di 162…

Rosso di Bologna ? no spritz .

Alcuni fanno risalire il soprannome al colore “rosso” dei tetti della città ,altri, invece, fanno riferimento alla produzione di automobili e motocicli che hanno caratterizzato questa zona (Ferrari , Ducati ).Inoltre,…

Siamo tutti Umarells ???Ma chi sono!!!

In termine bolognese umarèl -era, utilizzato per indicare un uomo da poco, l’uomo della strada , ,,piccolo uomo ”. Neologismo è nato aggiungendo una “elle” e cosi è trasformato in umarell, parola usata…

Quando la poesia abbraccia la pittura

Ci sono le poesie che inspirano i pittori ,ci soni i pittori che inspirano i poeti Pittura e arte spesso si abbracciano ,si completano si raccontano a vicenda .Hanno una relazione…

La Scola -piccolo borgo medioevale che non invecchia

Borgo La Scola (Grizzana Morandi)-località Vimignano-provincia Bologna. La Scola è situata a pochi chilometri dalla Rocchetta Mattei quindi dopo la visita ala Rocchetta vi consiglio di visitare anche il borgo.  …

Un piccolo gioiello -TEATRO STORICO DI VILLA MAZZACORATI

Villa Aldrovandi Mazzacorati bellissimo edificio neoclassico,su progetto di Francesco Tadolini in via Toscana ,costruito alla fine del ‘600 dalla famiglia Marescotti,poi passato alle famiglie Aldrovandi e Mazzacorati .Nella villa, dagli ultimi…

Semplicemente Bologna-da scoprire e amare

Bologna riscoperta, fotografata , dipinta e creata .Qui trovate le curiosità e particolari di Bologna ,giardini e cortili segreti,posti nascosti e dimenticati, fotografie e dipinti . ,,Bologna non è solo grassa…

Collegio di Spagna a Bologna: Un Viaggio nel Tempo e nella Cultura.

Il Collegio di Spagna conta già 660 anni è un luogo magico, ricco di storia e tradizione. Fondato nel 1364 dal cardinale spagnolo Egidio Albornoz, è uno dei più antichi e prestigiosi d’Europa. Il più famoso tra i 24 fondati tra XIII e XVIII secolo.

È il più antico collegio al mondo aperto a studenti stranieri, erede del fenomeno delle nationes nella tradizione dell’Università medievale, ed è anche l’unico, di tale tipo, sopravvissuto nell’Europa continentale.La sua missione originaria era quella di ospitare studenti spagnoli che venivano a studiare all’Università di Bologna, una delle più antiche università del mondo.

Lato su via Belmeloro .Sulla parete d’angolo detta Casa del Cervantes appaiono gli stemmi della corona di Spagna e del fondatore

Il collegio è situato in un edificio storico che conserva ancora oggi il suo fascino medievale. L’architettura del luogo è un perfetto esempio di stile gotico, con affreschi, chiostri e cortili che trasportano i visitatori indietro nel tempo. Ogni angolo del Collegio di Spagna racconta una storia, dalle antiche aule dove si tenevano le lezioni, ai dormitori dove gli studenti vivevano e studiavano.

Protetto da alte mura, il suggestivo edificio si pone stilisticamente in una fase di transizione tra gotico e rinascimento (in foto le mura del giardino che si affacciano su via Urbana). Questa struttura di difesa del territorio privato rende chiaro lo scopo del collegio: avere una relativa autosufficienza rispetto alla città. 

Oggi il Collegio continua a essere un importante centro culturale e accademico. Ospita conferenze, seminari e incontri che promuovono lo scambio culturale e accademico tra Spagna e Italia. Visitare il Collegio di Spagna non è solo un viaggio nel passato, ma anche un’opportunità per comprendere meglio il presente e il futuro delle relazioni tra questi due grandi paesi europei.

Galleria fotografica

Le sale

Giardini, cortile e loggia

 All’interno del complesso si trova la chiesa gotica di San Clemente

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Bologna fotografata in bianco e nero, luci , ombre ,street art

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è un racconto visivo d’atmosfera caratterizzato da un bianco e nero intenso e dai contrasti netti, luci e ombre …. Le sue immagini catturano sagome e passanti in movimento che dialogano armoniosamente con lo spazio urbano, offrendo uno sguardo intimo e senza tempo sulla vita quotidiana e sugli scorci storici della città.

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Dal 5 al 9 giugno, 2024 dal tramonto all’alba. La magia delle luci del portico più lungo al mondo patrimonio dell’Umanità Unesco. Un progetto illuminotecnico unico al mondo con le proiezioni del land light artist tedesco Philippe Frank e la musica originale scritta da Cesare Cremonini e Alex3368.

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P❤️O💙R💛T🧡I💜C💚I di B ❤️O💙L💚O💜G🧡N💛A

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Cheampions League Tour-Piazza Maggiore Bologna 22.05.2024

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Finestre e portoni di Bologna-mostra fotografica

In lavorazione il nuovo album – finestre e portoni di Bologna. Particolari che meritano di essere evidenziati . Tanti sono antichi , con il passato che merita un posto nel presente. Quanta bellezza intorno a noi e spesso non ce ne rendiamo conto.

Finestre

Portoni

…………….

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SOLO A BOLOGNA – RUSCO

La parola rusco viene utilizzata per riferirsi alla spazzatura. Ma l’origine del termine deriva dall’antichità. Il termine rusco in realtà si riferisce innanzitutto ad una pianta: il pungitopo(Ruscus in latino) Anticamente veniva usata per realizzare scope e diversi altri strumenti per la pulizia della casa. L’uso principale però consisteva nel tenere lontano i topi, come suggerisce il nome.

Dentro il vaso che conteneva la pianta venivano inoltre gettati i rifiuti che essendo all’epoca composti prevalentemente da scarto organico diventavano facilmente il suo concime. La parola rusco è rimasta intatta e di uso comune nel corso dei secoli arrivando fino ai giorni nostri a tal punto che il Comune di Bologna ha adottato il termine

– R. U. S. CO. [Recupero Urbano Spazi Comuni] come Rifiuti Urbani Solidi Comunali.

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100 portici di Bologna.Progetto fotografico di Aneta Malinowska (Polognese)

100 Portici di Bologna
Progetto fotografico di Aneta Malinowska (Polognese)

Questo progetto rappresenta un tour tra i portici di Bologna che inizia
e termina ai portici di San Luca. ( Un omaggio al portico Unesco più lungo
del mondo ). Il progetto ha richiesto circa tre anni di impegno immortalando
100 portici diversi. Maggior parte delle foto sono state scattate ai tempi
del Covid permettendo di fotografare senza la presenza umana
evidenziando la bellezza , la profondità e tridimensionalità dei portici.

aneta.arte4you@gmail.com

Cercasi spazi espositivi a Bologna per esporre il progetto

𝟏𝟎𝟎 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐢𝐜𝐢 𝐝𝐢 𝐁𝐨𝐥𝐨𝐠𝐧𝐚 – ,,𝐏𝐨𝐫𝐭𝐢𝐜𝐢 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐥𝐚 𝐥𝐞𝐧𝐭𝐞,,

Un tour tra i portici di Bologna che inizia e termina ai portici di San Luca. il progetto ha richiesto circa 3 anni, immortalando 100 portici diversi senza la presenza umana.

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