Un piccolo gioiello -TEATRO STORICO DI VILLA MAZZACORATI

Villa Aldrovandi Mazzacorati bellissimo edificio neoclassico,su progetto di Francesco Tadolini in via Toscana ,costruito alla fine del ‘600 dalla famiglia Marescotti,poi passato alle famiglie Aldrovandi e Mazzacorati .Nella villa, dagli ultimi decenni del 1700 è presente un teatrino, che è stato centrale nello sviluppo del teatro italiano a cavallo tra 700 e 800.A partire dalla seconda metà del 1900, l’edificio, ormai di proprietà pubblica, è stato adibito ad uffici ed ambulatori dei servizi sanitari e sociali della città di Bologna.

Teatro ( 1763 )

Villa ospita nel suo interno un vero gioiellino –piccolo teatro privato fuori dalle porte della città di Bologna, fu realizzato da Gianfrancesco Aldrovandi Marescotti, nell’ambito della ristrutturazione del Palazzo di Camaldoli, da lui ereditato, avviata nel 1761. Risalgono a quell’epoca due scene dipinte da Antonio Galli Bibiena e da Prospero Pesci. L’inaugurazione avvenne il 24 settembre 1763, con la tragedia “Alzira” di Voltaire-interpretato dai nobili stessi .Teatro Ha doppio accesso dall’esterno ed una uscita che lo collega con i saloni interni , attrezzeria , foyer. palcoscenico sopraelevato e retropalco,

La sala è circondata da due ordini di balconate con andamento ad “ U”. Le 24 sculture fra cariatidi e telamoni fungono da abbellimento alle strutture portanti delle balconate.Ogni scultura è diversa dall’altra con la forma di tritone.La balconata superiore presenta una porta che collegava con le stanze private della famiglia.Le pareti laterali della platea sono affrescate a “ trompe l’oeil” con putti e ghirlande per suggerire l’impressione di essere in un giardino fiorito, mentre le due pareti laterali, di fondo, rappresentano scene di caccia . L’ultima espressione di una influenza barocca ormai in via di superamento.

Le pareti delle  due balconate superiori sono abbellite da affreschi in pieno stile neoclassico, imperiale: è tutto un susseguirsi di puttini che campeggiano entro medaglioni con nodi d’amore.

Dopo la morte di Carlo Filippo, nel 1824 la Villa rimase chiusa per anni poi passò a Giuseppe Mazzacorati; che non apportò modifiche sostanziali all’edificio ma si limitò a fare scrivere il suo nome sul timpano e mettere le sue insegne.

Alla fine del 1800 la villa venne acquistata dalla famiglia Sarti  che la cedette nel 1928  ai Fasci di combattimento da cui la Villa venne adibita a soggiorno estivo per bambini gracili. Poi la Villa venne trasformata in  ospedale tisiatrico; negli anni ’70 fu  sede dell’anagrafe. Si trovò poi che la proprietaria di tutto il complesso  era l’Azienda USL; ora ne è la Regione.

Oggi il teatro tutela L’Associazione “Cultura e Arte del ‘700” nato nel 1993 -sulla base di una convenzione col Quartiere Savena, per custodire, conservare e riaprire un  Teatro rimasto chiuso fino allora e la cui esistenza era sconosciuta ai più, anche ai  bolognesi.Ogni tanto è possibile visitarlo solo con visite guidate.

All’interno della villa è ospitato anche il Museo Storico del Soldatino “Mario Massacesi”, che raccoglie più di 12.000 esemplari di soldatini in vari materiali costruiti dal 1800 ad oggi.

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