Quando la poesia abbraccia la pittura

Ci sono le poesie che inspirano i pittori ,ci soni i pittori che inspirano i poeti Pittura e arte spesso si abbracciano ,si completano si raccontano a vicenda .Hanno una relazione già dai tempi antichi nel corso dei secoli

Leonardo da Vinci in Trattato della pittura (XVI sec.) “La pittura è una poesia che si vede e non si sente, e la poesia è una pittura che si sente e non si vede”.
“La pittura è una poesia muta, e la poesia è una pittura cieca”.

Simonide, poeta greco, (556-468 a.C. – in Plutarco, Della gloria degli ateniesi, II sec.)
“La pittura è poesia silenziosa, la poesia è pittura che parla”.
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Da artista ho chiesto dei poeti di scrivere la poesia per il mio quadro moderno –Tropical –che per me è veramente poco poetico .Ero curiosa che cosa pùo raccontare un poeta sul quadro che per me era un sfogo in un momento della carica artistica .

-preso 3 colori e ho creato .Ho scaricato la tensione dell,artista su una tela .Non ero tanto di umore ma ero rilassata .La scelta dei colori spesso viene sulla base del umore ,questa volta preso il verde,nero e giallo e cosi ho creato un pezzo di giardino Tropicale -Un mio piccolo giardino dove mi sono messa con l’anima nascosta fra le ombre sotto le foglie tropicali ,per nascondermi un pò dai sguardi indiscreti . Mi sentivo protetta dalle foglie grandi e libera di pensarci in pace ,rilassata e unita con la natura .La mia visione

….Ecco la visione dei poeti

Riverbero di linfa Arriva dall’acqua la stupenda flora,

verde in fuga dell’accesa ora,

tremante dimora della serena lingua pura.

Un pennello disegna la natura della linfa aperta alla luce.

Cuore di mondo, si riproduce l’infanzia del verme diventato farfalla,

la colomba che con un’ala sulle fresche dune fa l’equilibrista.

Il volo lascia alla vista i canti smemorati di un’alba

che si allontana sugli invisibili lati di una gemma

che trama vivere di linfa serrata alla vita.

Yuleisy Cruz Lezcano

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I nostri colori

Dalle tante forme con il vento ci tocchiamo,

se pur diverse veniamo descritte come foglie morte ,

ma noi ci trasformiamo e produciamo come tutti

qui tu ci rendi vive, grazie di averci dipinto

Ma vieni o tu nostra amica dove con le tue eleganti dita

ci puoi sfiorare in quel silenzio di bosco assaporerai

l’emozione e profumo di questa dolce vita

Umberto Lelli

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,, In una foresta magica, tra i sentieri sperduti

Lontano dalle prime guardie del verde

C’è il cuore della foresta, il centro delle viti verdi

Dove non ci sono troppi raggi di sole

Verde intenso con odore di umidità

Gli arbusti aggrovigliati in una spirale succosa

L’erba che sbuca dalle foglie di felce

Di giorno intensa, nebbiosa di sera

Quando guarderai da vicino il bosco impenetrabile

Quando sentirai l’odore della flora selvatica

Sentirai dei suoni, che non esistono

Scoprirai nel verde anche i colori

Il verde tropicale è il colore dell’artista

tavolozza di colori che brillano

Quando c’è bisogno divento succosa

È verde, ma non c’è nulla di verde … “

In una foresta tropicale, un boschetto di foglie ti sorprenderà

I suoni e le voci sono modulati

guardando in profondità, scoprirai anche i occhi

Occhi del re della foresta in edera incantati.

Dalida Aouadhi Łapińska

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La Scola -piccolo borgo medioevale che non invecchia

Borgo La Scola (Grizzana Morandi)-località Vimignano-provincia Bologna.

La Scola è situata a pochi chilometri dalla Rocchetta Mattei quindi dopo la visita ala Rocchetta vi consiglio di visitare anche il borgo.

  Questo piccolo borgo di pietra con paesaggi famigliari ricorda grande pittore Giorgio Morandi .Artista trascorreva qui le sue estati e dipingeva i suoi meditativi paesaggi .

Piccolissimo ma affascinante è tra i borghi medievali meglio conservati e più pittoreschi dell’Appennino bolognese . Il suo l’aspetto è rimasto immutato nel tempo . Un borgo che non invecchia mai ed oggi incanta con il suo fascino medioevale . Le origini del borgo della Scola, la cui esistenza risale al VI sec. con le prime testimonianze scritte e ritrovate risalgono alla fine del ‘300.La maggior parte degli edifici risalgono al 1400-1500 e rappresentano eccezionali esempi dell’architettura medievale appenninica ad opera dei Maestri Comacini. Il termine SCOLA deriva dal longobardo Sculca che significa posto di guardia, vedetta, perchè questo era un posto di guardia militare fortificato.

Il borgo fortificato è nato infatti come quartiere militare e luogo di resistenza e difesa del centro monastico di Montovolo, di grande importanza religiosa ,economica e commerciale

Aveva un ruolo strategico e la funzione militare da esso sostenuta giustifica il nome e la sua composizione urbanistica, con edifici e torri addossate e reciprocamente integrate nel sistema difensivo che la natura orografica del luogo, quasi uno sperone a mezza costa, contribuiva a rendere più impermeabile alle offese nemiche.

Il borgo è molto suggestivo ma praticamente spopolato, ci sono solo più di 10 abitanti la maggior parte delle abitazioni sono seconde case, niente bar niente negozi e in 10 minuti si visita tutto.

Le bellezze naturalistiche- grazie a un micro clima più favorevole rispetto alle zone circostanti, in Scola crescono molte piante non autoctone, tra le quali cipresso, capperaie ed ulivi. Cipresso secolare di 700 anni alto di 20 m. diventa il simbolo di Scola.

Dal 1993 è nata l’Associazione culturale Sculca si caratterizza per la realizzazione di eventi culturali e per la promozione di restauri .Fin ora restaurati le 2 meridiane, la pala d’altare ed il coperto dell’Oratorio di San Pietro.

Da oltre 40 anni il borgo è sottoposto a vincolo urbanistico e architettonico .

Non lontano da Scola che si visita presto vi consiglio di visitare questa meraviglia- La Rocchetta Mattei

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Che magia è???Incredibile l’effetto cannocchiale sulla Torre degli Asinelli

Qui abbiamo davanti un mistero più affascinante di Bologna.Questo Incredibile fenomeno possiamo ammirare nel corridoio monumentale dell’Ospedale Rizzoli, nel complesso di San Michele in Bosco dalla bellissima finestra .

Il corridoio è lungo di 162,26 metri . La finestra nord del corridoio è esattamente in asse con l’apice della torre degli Asinelli a 1407 metri di distanza. Muovendosi lungo il corridoio possiamo osservare notevole illusione percettiva : allontanandosi dalla finestra la torre sembra ingrandirsi e appare sempre più grande fino a coprire l’intera finestra centrale pure allontanandoci dalla torre! Al contrario andando verso la torre sembra rimpicciolire pure avvicinandosi!

Il curioso fenomeno era già stato illustrato nel 1714 da Paolo Battista Baraldi –docente dell’Università di Bologna, in un disegno conservato presso la Biblioteca dell’Archiginnasio, che metteva in evidenza i rapporti geometrici intercorrenti tra il corridoio e la torre.

Ma come funziona??? Che magia è???

Purtroppo niente magia ….. Ecco come è davveroUniversità di Bologna ha spiegato l’effetto cannocchiale

,,In realtà il fenomeno è comune e viene rilevato da ciascuno di noi in ogni luogo, osservando attraverso un’apertura per esempio una finestra, qualsiasi oggetto distante di adeguate dimensioni: in pratica, la finestra molto vicina rispetto all’oggetto, allontanandosi da questa la retina dell’occhio la rileva di minori dimensioni, mentre la proiezione dell’oggetto lontano resta in sostanza tal quale sulla retina, creando un effetto percettivo paradossale, che sia cioè l’oggetto ad espandersi all’interno di una cornice di dimensioni costanti. Comunque se volete osservare bene l,effetto portatevi un binocolo o una macchina fotografica con lo zoom almeno di 100-200 mm e mettetevi in fine corridoio poi piano piano avvicinatevi alla finestra.Si vede bene anche con l,occhio nudo ma osservato con lo zoom è veramente più emozionante ”

  • ,,Oggi, con ben altri mezzi, i ricercatori bolognesi hanno condotto ben quattro studi, due in sito e due in laboratorio, quantificando il fenomeno attraverso sofisticate procedure di stima che hanno confermato un ingrandimento percettivo del 9,95% ogni 16 metri nella condizione di allontanamento e una riduzione percettiva dell’11,62% ogni 16 metri nella condizione di avvicinamento”.

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Un piccolo gioiello -TEATRO STORICO DI VILLA MAZZACORATI

Villa Aldrovandi Mazzacorati bellissimo edificio neoclassico,su progetto di Francesco Tadolini in via Toscana ,costruito alla fine del ‘600 dalla famiglia Marescotti,poi passato alle famiglie Aldrovandi e Mazzacorati .Nella villa, dagli ultimi decenni del 1700 è presente un teatrino, che è stato centrale nello sviluppo del teatro italiano a cavallo tra 700 e 800.A partire dalla seconda metà del 1900, l’edificio, ormai di proprietà pubblica, è stato adibito ad uffici ed ambulatori dei servizi sanitari e sociali della città di Bologna.

Teatro ( 1763 )

Villa ospita nel suo interno un vero gioiellino –piccolo teatro privato fuori dalle porte della città di Bologna, fu realizzato da Gianfrancesco Aldrovandi Marescotti, nell’ambito della ristrutturazione del Palazzo di Camaldoli, da lui ereditato, avviata nel 1761. Risalgono a quell’epoca due scene dipinte da Antonio Galli Bibiena e da Prospero Pesci. L’inaugurazione avvenne il 24 settembre 1763, con la tragedia “Alzira” di Voltaire-interpretato dai nobili stessi .Teatro Ha doppio accesso dall’esterno ed una uscita che lo collega con i saloni interni , attrezzeria , foyer. palcoscenico sopraelevato e retropalco,

La sala è circondata da due ordini di balconate con andamento ad “ U”. Le 24 sculture fra cariatidi e telamoni fungono da abbellimento alle strutture portanti delle balconate.Ogni scultura è diversa dall’altra con la forma di tritone.La balconata superiore presenta una porta che collegava con le stanze private della famiglia.Le pareti laterali della platea sono affrescate a “ trompe l’oeil” con putti e ghirlande per suggerire l’impressione di essere in un giardino fiorito, mentre le due pareti laterali, di fondo, rappresentano scene di caccia . L’ultima espressione di una influenza barocca ormai in via di superamento.

Le pareti delle  due balconate superiori sono abbellite da affreschi in pieno stile neoclassico, imperiale: è tutto un susseguirsi di puttini che campeggiano entro medaglioni con nodi d’amore.

Dopo la morte di Carlo Filippo, nel 1824 la Villa rimase chiusa per anni poi passò a Giuseppe Mazzacorati; che non apportò modifiche sostanziali all’edificio ma si limitò a fare scrivere il suo nome sul timpano e mettere le sue insegne.

Alla fine del 1800 la villa venne acquistata dalla famiglia Sarti  che la cedette nel 1928  ai Fasci di combattimento da cui la Villa venne adibita a soggiorno estivo per bambini gracili. Poi la Villa venne trasformata in  ospedale tisiatrico; negli anni ’70 fu  sede dell’anagrafe. Si trovò poi che la proprietaria di tutto il complesso  era l’Azienda USL; ora ne è la Regione.

Oggi il teatro tutela L’Associazione “Cultura e Arte del ‘700” nato nel 1993 -sulla base di una convenzione col Quartiere Savena, per custodire, conservare e riaprire un  Teatro rimasto chiuso fino allora e la cui esistenza era sconosciuta ai più, anche ai  bolognesi.Ogni tanto è possibile visitarlo solo con visite guidate.

All’interno della villa è ospitato anche il Museo Storico del Soldatino “Mario Massacesi”, che raccoglie più di 12.000 esemplari di soldatini in vari materiali costruiti dal 1800 ad oggi.- https://arte-4-you.com/2021/03/20/unico-in-italia-museo-nazionale-del-soldatino-m-massaccesi-si-trova-a-bologna/?fbclid=IwAR1hHoNg2TVDFUSIt7PFpJ37dLp0O-0qxynvuhtZGoFhLkrn3EiYNPkS434

La villa ospita anche unico in Italia Museo Nazionale del Soldatino https://arte-4-you.com/2021/03/20/unico-in-italia-museo-nazionale-del-soldatino-m-massaccesi-si-trova-a-bologna/

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Semplicemente Bologna-da scoprire e amare

Bologna riscoperta, fotografata , dipinta e creata .Qui trovate le curiosità e particolari di Bologna ,giardini e cortili segreti,posti nascosti e dimenticati, fotografie e dipinti .

,,Bologna non è solo grassa rossa e dotta… Bologna è una galleria d’arte antica e moderna spesso i suoi quadri sono incorniciati dalle balaustre, cancelli, finestre ,finestrelle e dalla natura … Appena entri dentro porta sei dentro il grembo della città ti trovi dal’altra parte dello specchio come Alice in un paese delle meraviglie…
Bologna è bella fuori ma bellissima dentro e non si mostra subito al turista la devi corteggiare, la devi conquistare e in cambio ti darà il tiro alle porte … Su e giù scoprirai il suo tesoro nascosto tra portici, luoghi misteriosi, giardini segreti e palazzi divini. Poi ti innamorerai per sempre con amore sincero e quando la notte coprirà col suo mantello blu la città sarai perso sarai immerso.”
-AnetaMalinowskaART

Amo Bologna e amo scoprire tutti i segreti di una città meravigliosa circondata dall’arte ,storia, segreti e curiosità infinite .In più di 10 anni ho visitato tantissimi angoli di Bologna e ho raccolto una immensa galleria delle fotografie di ogni genere in più mi ha inspirato a dipingere .Arrivato il momento di condividere tutte le sue bellezze

BOLOGNA

Sei la mia  più amata del mondo...

Mi hai ospitato,mi hai adottato da vagabondo ….

Sotto le tue ali che sono i portici mi sentivo protetto ,

ho vissuto amando il tuo dialetto ….

Sei la mia musa ti ho dipinto nelle varie pose ,

sei la mia modella ti ho fotografato più di mille volte .

Mi sono incantato, mi sono  innamorato ,mi sono inspirato

ed oggi con grande euforia ti dedico  questa  mia  poesia.,,

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