Mercato Antiquario di Bologna

Mercato Antiquario si svolge in piazza Santo Stefano il secondo sabato e la seconda domenica del mese , con oggetti di piccolo antiquariato, modernariato, collezionismo.(QUADRI, STAMPE, OGGETTISTICA, MOBILI, LIBRI,
FRANCOBOLLI, MONETE, MEDAGLIE, TESSILE)

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Toscana? No! -immagini spettacolari di colli bolognesi che ti lasciano senza fiato.

Ecco il nostro bellissimo polmone verde della città -colli bolognesi – Fanno parte  dell’Appennino bolognese (Apnén bulgnaiṡ in bolognese )La porzione del appenino tosco -emiliano compresa nel territorio della città Metropolitana di Bologna.al nord confina con la pianura Padana ,a sud confina con tre enti territoriali toscani ,ad ovest con L’Appennino modenese ,mentre a est il confine con L’Appennino imolese. In questo territorio sono presenti numerosi parchi naturali di elevato interesse naturistico ambientale ed anche di importanza storica.

Bologna è una vecchia signora dai fianchi un po’ molli
col seno sul piano padano ed il culo sui colli,

Francesco Guccini

Galleria fotografica – le foto di colli bolognesi.

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Regalati un angolo di Bologna -quadri d’autore

Il ladro”- più famoso della storia bolognese.

Circa 250 anni fa…..Dopo vari spostamenti in diverse città d’Italia, nel 1772 approdò a Bologna Girolamo Ridolfi con falso nome Girolamo Lucchini chiamato anche di rado Gio.Battista Rossi .Presto incontrò anche il vero amoreBerenice Seracci che diventerà la sua complice. Loro relazione comunque ha causato uno scandalo,la sua signora vedova Nanetti aveva dei figli da precedenti relazioni…. Per mantenere la sua allargata famiglia, il conte riprese la sua attività di fabbricazione e smercio di monete false e si diede al furto di stoffe e denari.

Ma chi era Girolamo Ridolfi?

Girolamo Ridolfi nasce 11 dicembre 1742 in provincia di Verona da una famiglia di piccola nobiltà. Presto però dopo una piccola esperienza come corazziere della Repubblica Veneta si stufa e si diede ad una vita  dissoluta e spericolata. Abilissimo falsario,  giocatore d’azzardo e infine ladro, ma anche geniale inventore e abilissimo artigiano. Tanto da essere rinchiuso in carcere perché ritenuto assai pericoloso. Da qui riuscì poi a evadere riproducendo lui stesso la chiave perfetta di quella in possesso dei sorveglianti…..

,,Girolamo era piuttosto brutto, con un naso pronunciato, due occhi grandi e molto vicini, la bocca ampia, il mento appuntito; ma aveva il viso ben lavato e rasato, i capelli pettinati in ordine, una pelle liscia lievemente profumata; i suoi abiti erano modesti, ma decorosi e non privi di una certa eleganza. Solo le mani, pur se pulite, sembravano trasandate, essendo ruvide e callose, come quelle di un qualunque operaio.” Da un’arringa processuale del 1789

Colpo più grande nella storia bolognese

Nella notte di 24 gennaio 1789 fa Conte ladro -Girolamo Ridolfi compie il colpo più grosso della sua vita – Il Monte di Pietà dove tutti i cittadini ricchi e poveri depositavano i loro averi. Servendosi da innovativi attrezzi da scasso che aveva costruito da se. Dopo aver scalato l’edificio e aver segato un inferriata il conte fabbrica una coppia esatta della chiave della stanza dei preziosi, compì il colpo.Senza né mangiare né dormire né bere, lavora per un giorno e mezzo, finché riesce a calare la merce dal vano della finestra; lascia in giro arnesi da scasso perché vengano ritenuti colpevoli del furto malfattori esterni e non gli impiegati del Monte. Torna casa da Berenice con cui concorda come comportarsi nei giorni a venire per non destare sospetti. All’indomani, Bologna è sconvolta dal furto, scattano immediatamente le indagini: prima all’interno dello stesso Monte e poi in città. Cosi diventa celebre nella storia di Bologna ,poi chiamato anche come Il ladro del Monte.

http://badigit.comune.bologna.it/books/sol/315299_INV.pdf

Il furto ebbe una risonanza enorme. Le autorità offrirono alte ricompense .Indagini procedono ma senza risultati finchè la sua complice Bernice non fece un passo falso ,sorpresa mentre cercava di far sparire un orologio d’oro….Entrambi vennero arrestati .Dopo mesi Bernice confessò tutto in cambio della libertà .Sotto il pavimento della loro casa vennero ritrovati la refurtiva e gli arnesi da scasso. Di fronte all’impossibilità di negare l’evidenza, Lucchini si arrese, anche per evitare la tortura a Berenice.

Per difendere il nostro conte Ladro si presenta avvocato Magnani

Il Magnani ha avuto il titolo di Avvocato dei Poveri, cioè difensore d’ufficio: ad essi ha dedicato le sue più celebri difese criminali. Aveva assunto la sua difesa. Non potendo in alcun modo evitargli la condanna a morte, ottenne che questa fosse eseguita per mezzo della decapitazione: Lucchini cmq.era un nobile e non poteva subire l’onta dell’impiccagione.La sentenza venne eseguita il 26 febbraio 1791 nella Piazza del Mercato, oggi conosciuta come  Montagnola.

http://badigit.comune.bologna.it/books/sol/315299_INV.pdf

Il monte di pietà è un’istituzione finanziaria senza scopo di lucro di origini tardo – medievali , sorta in Italia  nella seconda metà del XV secolo su iniziativa di alcuni frati  francescani allo scopo di erogare prestiti di limitata entità(microcredito) a condizioni favorevoli rispetto a quelle di mercato. L’erogazione finanziaria avveniva in cambio di un pegno : i clienti, a garanzia del prestito, dovevano presentare un pegno che valesse almeno un terzo in più della somma che si voleva fosse concessa in prestito. La durata del prestito, di solito, era di circa un anno; trascorso il periodo del prestito, se la somma non era restituita il pegno veniva venduto all’asta . La funzione dei Monti di Pietà era quella di finanziare persone in difficoltà, fornendo loro la necessaria  liquidità . Per questa loro caratteristica, i Monti si rivolgevano alle popolazioni delle città ,dove molti vivevano in condizioni di pura sussistenza ma disponevano comunque di beni da poter cedere in garanzia; i contadini invece, di norma non avevano nulla da impegnare se non beni indispensabili alla loro attività, come sementi e utensili da lavoro.

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Regalati un angolo di Bologna -quadri d’autore

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DELMO-Quello che sanno solo bolognesi …..over 50

-Siamo tutti Umarells ???Ma chi sono!!!

,,Bancarotta,, Letteralmente ….Chissà se succedeva anche a Bologna .

Bancarotta– Il termine deriva dall’uso di epoca medioevale  di rompere il tavolo e la panca o cassa di legno del banchiere divenuto insolvente. È un tipico reato connesso al fallimento. I primi fallimenti partono dal 1341 dichiarano bancarotta tutte le principali compagnie bancarie fiorentine . Crollo con la reazione a catena travolse un grande numero di depositanti, dai ricchi capitalisti ai piccoli risparmiatori, commercianti e artigiani….. Un disastro finanziario che ha devastato intera l’economia.Era la prima grande bancarotta della Storia che aveva messo in ginocchio Firenze.


Chissa se succedeva anche a Bologna. Proprio in piazza Maggiore cera la sede dell’antica Borsa (1861).Ma ancora prima in quadrilatero si trovavano principali attività economiche e banche comprese .I banchieri e i cambiavalute erano le figure fondamentali per il sostegno delle attività economiche. Nel 1548 venne progettato il Palazzo dei Banchi, realizzato fra il 1565 e il 1580. Palazzo separa la piazza e le vie retrostanti. Sotto i portici del Pavaglione, ebbe la prima sede il Monte di Pietà.

Palazzo dei Banchi

In medioevo quando un banchiere diventava insolvente andava incontro letteralmente alla rottura del Banco da parte di preposti funzionari. Il piano del lavoro spaccavano a martellate proprio con un banco di legno in prossimità di uno scalo mercantile in modo che tutti potevano vedere che quel banchiere non era più in grado di garantire sicurezza e serietà nel maneggio del denaro.

Altre curiosità

  • il primo crack finanziario della storia avvenne nel capoluogo toscano nel 1345.
  • Le prime borse a nascere «ufficialmente» in Italia furono quelle di Napoli 1778 e di Trieste 1755.Al inizio ‘800 furono istituite le altre borse «italiane» (Roma 1802, Venezia 1806, Firenze e Livorno 1808). Vennero infine Palermo (1842) e Bologna (1861),
  • 1899-1907: gli anni del primo decollo dell’economia italiana,

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,,Pissabraghe antibandito” …Curiose barriere e coni a Bologna.

A Bologna troviamo alcuni recinzioni semicircolari in ferro battuto oppure di raro ,colate di malta che prendono la forma di un cono, situate agli angoli di antichi palazzi e chiese. ….Ma cosa sono?

via Castiglione

A Bologna è una apparenza rarissima e non ne parla nessuno….ma alcuni voci di Venezia raccontano di centinaia di gobbe antibandito per evitare che i ladri si nascondessero negli angoli bui (alla fine dell’800) in cui le strade erano poco illuminate .Da un lato queste “gobbe” servivano per impedire ai banditi di nascondersi negli angoli della città per fare agguati o sfuggire alle autorità. Fu per questo motivo venne inventato il mestiere del còdega“ – il “reggitore di moccolo”. Le recinzioni e le gobbe avevano anche „un’altra funzione“ Non impediscono solo ai criminali di nascondersi ,ma aiutavano a mantenere un decoro pubblico e impedire di urinare negli angoli . Per questo si chiamano anche “pissotte” o ,,pissabraghe” .Direi che Pissabraghe suona anche familiare essendo a Bologna. Questi decori troviamo anche in altre città come Bari o Catania ma sempre sporadicamente. Troviamo piuttosto più recinzioni che gobbe. Tuttavia, Venezia senza dubbio è la capitale delle ,,pissiotte”.

Chi cmq ci provava lo stesso urinando su un piano inclinato, infatti, rischiava di ricevere tutti gli schizzi addosso e, per questo motivo, si iniziò a evitare di farla nei angoli.Invece le recinzioni non permettevano di entrare nel angolo.

Questi arredi avevano la funzione di “decoro urbano” che anche oggi sarebbero in qualche modo tornati utili .Incredibile comè difficile tenere le città pulite ed impedire di urinare nei angoli ….Un problema perenne di ogni città.

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Bologna Ieri e Oggi -FotoConfronti

Galleria fotografica -in lavorazione

Questa galleria è stata creata grazie ai immagini della collezione di Fausto Malpensa -collezionista foto, cartoline e ricordi di Bologna. In confronto sono le foto scattate da me .Abbiamo una cosa in comune Amore per Bologna -Bologna vecchia e nuova-

BOLOGNA PRIMA e DOPO

La 1 immagine -3 settembre 1931- 1°manovra di 32 aerei da combattimento sopra la citta’. Fotografia fatta dal campanile di S.Michele in Bosco La 2 immagina -29maggio 2020 Frecce tricolori Bologna
1910 circa – Giardini Margherita -2020
inizio del ‘900 -Giardini Margherita – 2021
1920 – PORTO NAVILE -2020

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Bologna fiorita

Galleria fotografica

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Il portico degli Alemanni- più antico di Bologna extra moenia -candidato UNESCO

La candidatura dei Portici di Bologna alla lista del patrimonio mondiale UNESCO è stata allarga ( la Pinacoteca Nazionale, la parte monumentale del Cimitero della Certosa palazzo della Mercanzia, il santuario di Santa Maria del Baraccano, il sistema delle Piazze (Maggiore, Re Enzo e Nettuno), il tratto di pianura del portico di San Luca fino all’arco Bonaccorsi, e il portico degli Alemanni più antico di Bologna fuori delle mura-

via Mazzini

Portico Alemanni

Si tratta del portico più antico di Bologna costruito fuori dalla cerchia delle mura ed il secondo per lunghezza dopo quello che porta al Santuario di San Luca. Misura circa 650 metri e consta di 167 archi; fu eretto tra il 1619 e il 1631 per ordine dei Carmelitani Scalzi O.C.D. che che officiavano nella Chiesa di Santa Maria Lacrimosa degli Alemanni. La presenza del portico, grazie all’inconsueta comodità di transito, costituì un potente elemento di urbanizzazione, e incentivò la costruzione nella zona di case, botteghe e ville

Il Santuario di Santa Maria Lacrimosa e il Portico degli Alemanni in
una incisione della metà dell’ottocento. E. Corty “Le chiese parrocchiali della Diocesi di Bologna”, Bologna 1844, tomo I, n. 87

Nel 1618 il Santuario di Santa Maria Lacrimosa fu affidato ai Carmelitani Scalzi, che avviarono la costruzione di un portico di collegamento fra la chiesa e la città. L’opera venne intrapresa con i contributi dei religiosi e delle cariche cittadine, ed ultimata grazie alle cospicue donazioni dei fedeli. In alcune arcate sono ancora visibili le tracce degli stemmi di coloro che ne sovvenzionarono la realizzazione.

Costruito in dodici anni, fra il 1619 ed il 1631 sotto la legazione del cardinale Bernardino Spada, come ricorda una lapide commemorativa posta tra i numeri civici 49 e 51 di Via Mazzini, cronologicamente è il primo dei grandi portici extraurbani di Bologna, antecedente a quello che porta al Santuario di San Luca.

Nel 1667 venne costruito il portico detto Dei Mendicanti o Del Ricovero che, perpendicolare a quello degli Alemanni, lo mise in collegamento con la zona fuori Porta San Vitale, dove sorgeva l’Ospedale di Sant’Orsola, retto appunto dall’Opera dei Mendicanti.

Il portico degli Alemanni fu spesso luogo di acquartieramento di truppe di passaggio a Bologna, che lo danneggiarono vistosamente. Una lapide sotto la prima arcata e documenti d’archivio ricordano i restauri attuati nel 1717 e nel 1750, dopo la partenza dei soldati. Tra il 1748 ed il 1749 gli Scalzi fecero riselciare la strada, già rettificata ed acciottolata per loro iniziativa nel 1660.

Bibliografia M. FANTI, G. ROVERSI, S. Maria degli Alemanni in Bologna, Bologna 1969Arte e Santuari in Emilia Romagna, Cinisello Balsamo 1987O. FACCHINI, I. BENTIVOGLI, Andar per santuari: 50 santuari mariani bolognesi, Rastignano (Bo) 1995; pp. 118-125

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PORTICI di Bologna candidati a patrimonio mondiale UNESCO-ecco 12 tratti

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    Orto botanico uno dei più antichi d’Italia .Tesoro naturalistico in centro di Bologna.

    Questo bellissimo orto botanico ed erbario è una vera oasi urbana ,oasi di pace, oasi naturalistica in mezzo traffico. Subito dietro le mura antiche che separano il parco dalla città c’è un traffico sui viali bolognesi.

    l’Orto botanico, uno dei più antichi d’Italia, il quarto al mondo, dopo Pisa, Padova e Firenze, tutti fondati attorno alla metà del ’500.

    Fu fondato, nel 1568 per iniziativa di Ulisse Aldrovandi .Immaginate che la prima sede si trovava in  cortile di Palazzo D’Accursio, circa in corrispondenza dell’attuale Sala Borsa. Lo scopo iniziale era quello di mostrare agli studenti di medicina i “semplici”, cioè le piante da cui si preparavano i medicamenti dell’epoca. Col tempo lo spazio si rivelò inadeguato non era sufficiente e l’orto si sposta nell’attuale via S.Giuliano, presso Porta S.Stefano. Nel 1803 l’orto va spostato di nuovo nella sede attuale in via Irnerio 42 ,dove  l’Università acquistò all’interno delle mura un’ampia area agricola.

    L’orto botanico occupa circa 2 ettari ,al interno si trovano 4 serre ,2 tropicali e 2 di piante succulente . In più in una piccola serra è ospitata una collezione di piante insettivore. Nel suo interno sono presenti anche due edifici sede di parte del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali .

    Alcune bellissime piante insettivore

    • 1800 specie e numerosi esemplari arborei monumentali.
    • molte delle specie coltivate sono rare o protette.
    • una area a bosco con esemplari monumentali (Platanus occidentalis, Taxodium distichum, Liquidambar styraciflua, Juglans cinerea e intermedia, Populus alba e nigraQuercus robur, Fraxinus excelsior) e ornamentali (Magnolia denudata, Cercis siliquastrum)
    • diverse aree adibite a ricostruzioni di ambienti naturali
    • un giardino roccioso con settori di diverso substrato con Leontopodium alpinum, Dianthus plumarius, Aster alpinus, Sedum sp.pl. Sempervivum sp.pl..
    • uno stagno con specie acquatiche spontanee della Pianura Padana con Phragmites australis, Typha latifolia, Carex sp.pl., Iris pseudacorus, Thelipteris paustris, Nymphaea alba, Nuphar luteum.

    Altri specchi d’acqua .Uno piccolo appena entrati spesso ospita le tartarughe, secondo in centro del parco ,terzo nascosto fra le serre che ospita i tritoni e quarto il stagno .

    L’erbaio-comprende più di 130.000 campioni di piante e ospita anche le prezioni colezzioni di Ulisse aldrovandi e antonio Bertoloni. l’Erbario dell’Università di Bologna sia uno dei più antichi d’Europa, poiché in esso si conservano collezioni di piante essiccate raccolte dal sedicesimo secolo in poi; fin dal Cinquecento lo Studio bolognese fu infatti una delle principali sedi della cultura botanica italiana.

    • Orto dei Semplici – un giardino di erbe tradizionali, organizzato secondo gli usi più comuni delle piante. Tanti orti botanici sono nati come orti dei semplici: nel Medioevo venivano allestiti per coltivare e studiare le piante medicinali, quelle dalle quali si ricavano medicine e principi attivi usati in erboristeria. 

    FAUNA

    Avifauna – L’orto è la “casa” ideale di molte specie di volatili molto frequenti Il merlo, il piccione selvatico, la cornacchia ,cinciarella , capinera ,merlo .. Più rari come , pettirosso, parrocchetto dal Collare . In tutto sono state osservate 27 specie diverse .

    Stagno –  si possono osservare tritoni, coleotteri, girini di rane e rospi, chiocciole, larve di libellula.Tra i sassi, il fango e la vegetazione in decomposizione sul fondo dello stagno vivono varie specie di planarie e sanguisughe, le forme immature di insetti quali ninfe di libellula .

    zona rocciosa e parco– vari tipi di farfalle, l’ucertole, api ,coccinelle

    Curiosità

    Al intero del orto si trova una piccola casetta per le api solitarie.Nido progettato per ospitare le api solitarie che nidificano nei fori del legno .

    Scultura in terracotta di uno scultore neozelandese Guy Lydster . Dopo la mostra personale Stargazer nel 2006 l’orto ospita un ricordo la testa in terracotta .

    Poesie appese sui alcuni alberi – #Poesiedamoreperunalbero

    Come visitare l’orto

    La prima cosa da sapere – I CANI NON SONO AMESSI

    ORARI Stagione invernale 1 ottobre – 31 marzo Da martedì a domenica e festivi: 9.00 – 15.00* Stagione estiva 1 aprile – 30 settembre Da martedì a domenica e festivi: 10.00 – 18.00* Chiusure Lunedì non festivi, 1 gennaio, 1 maggio, 15 agosto, 24 e 25 dicembre *Ultimo accesso 30 minuti prima

    • ingresso gratuito- Via Irnerio 42,
    • VISITE GUIDATE per scuole e gruppi su prenotazione, a pagamento.

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