Vecchi pozzi di Bologna

Alla metà dell’Ottocento ne erano presenti quasi 14.500 In ogni cortile, in ogni cantina di Bologna ma paradossalmente tutti questi pozzi fornivano senza scampo acqua non potabile , perchè la falda freatica, che li alimentava, era contaminata a causa delle dispersioni provenienti dalla rete fognaria e dei liquami scaricati dai pozzi neri direttamente nel terreno. Il rifornimento idrico di Bologna rimase problematico almeno fino agli anni Ottanta del XIX secolo. Mancava sia di un acquedotto che di una rete fognaria efficiente e ciò rendeva le condizioni igieniche molto precarie.

,,Nel 1861 nel centro cittadino fu individuato quasi per caso, durante la realizzazione di alcuni lavori, un tratto di un antico condotto dell’acquedotto romano. Si interessò particolarmente al caso un giovane ingegnere da poco assunto dal Comune, Antonio Zannoni che, grazie all’appoggio dell’ingegnere capo Coriolano Monti, che lo volle al suo fianco nella struttura tecnica comunale, con ardore intraprese una lunga ricerca per rintracciare l’originale percorso del condotto romano.”- IPERBOLE

Solo nel 1881 con la riapertura dell’acquedotto antico furono finalmente costruite diverse fontanelle da cui attingere acqua, al posto dei pozzi.

Nella successiva epidemia di colera degli anni Ottanta si constatò come l’incidenza della malattia diminuisse in quelle zone in cui già era stato realizzato un collegamento idrico con l’acquedotto.

Nella fornitura di acqua potabile, in particolare per la popolazione più povera, i pozzi persero progressivamente terreno a vantaggio delle fontanelle pubbliche, alimentate non dall’inquinata falda freatica, ma dall’acquedotto, con conseguente miglioramento delle condizioni igieniche per tutta la città.

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Gemello di Nettuno bolognese si trova in Polonia .

Sapevate che in Polonia si trova un altra sosia di Nettuno bolognese? Si trovano già a Bruxelles in California in Georgia ,Hiroshima e anche a BOLOGNA – un calco in gesso della statua del Giambologna, realizzato nel 1907, custodito all’interno del Museo civico archeologico .Quella polacca è l’unica scultura al mondo scolpita in granito realizzata sull’esempio di quella bolognese. Appena messo in posizione dopo qualche mese è successa una disgrazia. In agosto 2020 un turista di 22 anni nella notte del 2/3 agosto è salito sulla statua di Nettuno che decorava il viale di HEL e lo ha privato della sua parte intima …. Il granito ha ceduto, quello che a Nettuno Bolognese non potrebbe mai succedere perchè è fatto di bronzo. Comunque turista è stato fermato e risponde ai danni. Per fortuna il pezzo mancante è stato presto ripristinato.

Stiamo parlando di Nettuno di Hel (Polonia) l’unica scultura al mondo in granito realizzata sull’esempio di quella bolognese.

l’inaugurazione della statua era prevista per il 27 giugno 2020 ma per causa COVID non c’è stato nessun evento . Per l’occasione,  il sindaco di Hel ha inserito nell’elenco degli ospiti l’ambasciatore italiano in Polonia, il sindaco di Bologna Virginio Merola e molti dignitari politici della Repubblica di Polonia. 

La scultura 

Il proprietario è Arkadiusz Żółtowski il quale ha scelto tra tutte le figure del Nettuno scolpite nella pietra o fuse dal bronzo quella bolognese. Così ha incaricato uno scultore per creare un sosia di Nettuno bolognese  dallo scultore fiammingo manierista Giambologna e progettata dall’architetto Tommaso Laureti. Scultura polacca invece è stata scolpita nel granito.

Arkadiusz Żółtowski

L’dea dei polacchi di scolpire una statua identica è quella di attirare l’attenzione sul messaggio che questa particolare versione di Nettuno porta, cioè liberare l’immaginazione umana, esplorare la saggezza, la forza e il potere del carattere umano nella ricerca della passione per ognuno di noi.  «Quando a luglio 2019 ho visitato Hel, ho conosciuto la storia della città, i suoi costumi e la sua cultura, ho visto il lungomare, sapevo che sarebbe stato il posto perfetto per esporre una scultura che si riferiva alle tradizioni marittime. Una conversazione con il sindaco di Hel, ai miei occhi un uomo di grandi passioni, un visionario che senza esitazione accettò il piano di erigere la statua di Nettuno a Hel,  mi confermò in questa convinzione. Spero che questo progetto risvegli il potere dell’immaginazione umana e rilasci un senso di poteri eccezionali nascosti in ogni persona», ha dichiarato Arkadiusz Żółtowski, proprietario e autore del progetto. 

Nel 2019 Arkadiusz Żółtowski e artista Tadeusz Biniewicz hanno visitato Bologna per osservare da vicino Nettuno Bolognese ,al artista sono bastati pochi minuti di studio dopodiche’ il progetto è stato memorizzato nella sua mente. Avuto anche la fortuna di conoscere entrambi e fare da guida .

Il progetto fu consegnato allo eccezionale scultore polacco Tadeusz Biniewicz .

Testo sul piedistallo 

«Ai sogni illimitati e alla ricerca della loro realizzazione, persistendo in un senso di forza e saggezza dedico questo progetto di scultura artistica ai miei figli. La scultura di Nettuno quale simboleggia attraverso il braccio sinistro la volontà di proteggere le persone dalle abbattute ondate di mare e dai venti tempestosi – dedico alla gente del mare alla città di Hel e ai suoi pescatori operosi, nonché ai soldati della Marina polacca che tutti i giorni proteggono la costa polacca». 

Oggi il Nettuno di HEL gode di una certa popolarità .Chi viene in HEL non se ne va senza una foto scattata insieme al gigante .

Breve storia di HEL

Hel è la città più antica della Pomerania (viene menzionata per la prima volta nel IX secolo). Tra il XIII e XIV secolo, soprattutto grazie ad un importante sviluppo del settore della pesca, questo piccolo centro si sviluppo’ a passo di carica e nel 1260, divenne una città a tutti gli effetti.

Inizialmente la città era situata circa 1,5 chilometri dal suo centro attuale. Tuttavia, durante il XV secolo la penisola si è ridotta, attraverso erosione marina e ben presto la città è stata spostata in una posizione più sicura. Fu così che la città cambiò nome, passando da “Vecchio Hel” a “Nuovo Hel”. Le difficoltà da affrontare però non si fermarono. Tra il XVII e il XVIII secolo Hel subì una crisi, causata da numerosi incendi, invasioni e pestilenze che portarono ad un graduale spopolamento che portò il governo tedesco ad abolire i diritti di città concessi precedentemente.

Seguirono anni bui, ma la notte si sa, è più buia prima dell’alba. Nel 1892 infatti, iniziò la costruzione di un piccolo porto che si rivelò decisiva per la rinascita della città. Il porto di Hel divenne rifugio per barche, pescherecci e imbarcazioni turistiche e nel 1896, la città ottenne lo status di “polo balneare baltico”.

Hel divenne in poco tempo uno dei più importanti centri turistici della Pomerania polacca. Vennero costruiti sobborghi e ville per turisti, chiese, scuole e addirittura un Osservatorio Geofisico. La città poi acquisì ulteriore prestigio, diventando, grazie alla sua posizione strategica, una delle principali basi navali della Marina militare polacca. Il porto di guerra di Hel fu ampliato molte volte e lo sviluppo della città portò al ripristino dei diritti della città nel 1963.

Il rapporto tra la marina militare e la città resta ancora oggi molto forte. Girando per Hel si trovano con grande facilità interessanti esempi di armamento navale ed attrezzature esposte in ogni dove.

foto A.ŻÓŁTOWSKI

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Aneta Malinowska fotograf i artysta

Fotograf

Kilka słów od siebie….Uwielbiam fotografować i uchwycać najpiekniejsze momenty z życia ,a potem uwieczniać je na papierze czy obrazach .Pamiętajcie zdjęcia są na zawsze tylko wtedy kiedy macie je w ręce na papierze lub na ścianie jako obraz.Zdjęcia są ulotne jak chwile technologia jest wspaniała ale zawodna, na pewno każdemu zdarzyło sie stracić zdjęcia z telefonu czy komputera i często nawet zapłakać z tego powodu….mnie właśnie tak się zdarzyło się i zapłakałam rzewnymi łzami…. .Od tej pory pod choinkę co roku robię prezenty znajomym i samej sobie ,odbijam wybrane zdjęcia z całego roku…

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Przedstawię piękną Bolonię, w której mieszkam w różnych aspektach – sztuka, kreacje i fotografia.

Prowadzę także blog w języku włoskim o Bolonii i okolicach ,oto dla was mały przewodnik po Bolonii https://arte-4-you.com/2020/10/01/co-warto-wiedziec-przyjezdzajac-do-bolonii/

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Maluję obrazy różnego rodzaju – Każdy obraz jest niepowtarzalny, do jego wykonania używane są najlepsze kolory akrylowe, które gwarantują jakość, piękno i wytrzymałość. Często korzystam z technik mieszanych. Uwielbiam kolory i to widać!

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Oprócz fotografi i malarstwa zajmuje się twórczością cyfrową, często wykorzystując moje zdjęcia- https://arte-4-you.com/creazioni/

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Fotoreporter ,,- Polacy we Włoszech” – Foto Savena news, ,,MY WHERE” , Il mondo che c’è, – ,, Acqua è di tutti ” http://www.artandwater.org/fotografie-bologna-2018/– Bar Il dolce Divino, Bologna – Best Western Hotel, Bologna – Pizzeria Da noi, Bologna – Azimut Assicurazioni , Bologna – Studio dentistico EMMEGI, San Lazzaro di Savena, Lorenzo Abbigliamento-San Lazzaro di Savena ,Amico Portiere -Bologna , “Eroici custodi”-Italian Art Touch.-https://italianarttouch.com/eroici-custodi/

Mówią o mnie…


Moje zdjęcia w magazynie YES I AM MAGAZINE

Wystawy obrazów

GALLERIA WIKIARTE – BOLOGNA
2011 – I Colori dell’anima – Total White – Bastardi di razza
2012 – Amore per l’arte, Free space

La Corte di Felsina a Bologna
2016 – FIORI ed ERBARI nell’arte – ,,Fantasyfree”-2016
2017 – Women, la figura femminile nell’arte – Artisti alla corte di Felsina-2017
2019 – ,,Art city White Night” – ,,Alla ricerca della bellezza”-2019

Mostra colettiva a Bologna
2017 – Guardian Angels – Mostra collettiva,

2017- Centro sociale Montanari-mostra collettiva ,,Una mostra d’arte per Silvana Castello”

Arte sotto i portici, edizione del 2016 a Bologna

Circolo arci la Staffa, a Bologna

2018-Visionaria- San Lazzaro di Savena
2018 – Bologna si mostra
2019 – Mostra collettiva, Au pair – alla pari
2020 – ,,L’arte al tempo di Cattelan”, ,, Ho il mio ultimo quadro da mostrarti…”

Galleria ArteBo
2018 – Immagini,poesia,magia
2019 – EroticART,

MOSTRE PERSONALI
2018 – Mostra contro la violenza sulle donne, SOS Donna, al Ripasso, Bologna 2018 Mostra al Bar ,,senza nome,” Bologna.SOS Donna


1° premio nel concorso ”Versi sotto gli Irmici” per il quadro che ispira la poesia, poesia di Alessandra Bucci “Oltre le porte della notte”, Piaggine 2018.

Wystawy fotograficzne

  • InDipendenze ART CITY, Bologna 2020
  • Changing Bologna, Palazzo D’Accursio, Bologna 2020
  • Amico portiere, 2020
  • IL PRESENTE E IL PASSATO” Mostra fotografica quartiere Savena -2020
  •  premio di giuria tecnica concorso fotografico “Big Bologna”, foto doppiamente premiata anche su instagram 2018
  •  premio concorso “Umarell” 2019
  •  premio concorso di Bononia Docet con tema “Tra il vecchio e il nuovo”
  •  premio in tema Work in contest di quartiere Savena, Bologna 2018 e mostra a tema
  •  premio “insetti,” Albinea,e mostra a tema -2019
  • 3° premio ,,Bologna e provincia da scoprire,, e mostra a tema – Palazzo Grassi -2020,
  • Premio speciale “Tale quale”, concorso fotografico amatoriale gratuito ottava edizione, centrocinofilo a Castrocaro e mostra a tema
  • Foto copertina di “Bella Mossa edizione 2018”di Elisa Barbari, Bologna
  • Foto copertina e altre foto scelte per l’installazione internazionale “L’acqua è di tutti”, Gennaio 2018 – Futura – Bologna http://www.artandwater.org/
  • Foto copertina “Diverdeinverde”, Bologna 2019
  • Selezionata ed Inserita nella mostra virtuale ,,NON PIU’ COME PRIMA, COM’E’ CAMBIATO IL MONDO ATTRAVERSO LA STREET PHOTOGRAPHY”VIRTUAL EXHIBITION AGOSTO 2020 BY STUDIO18 LA SPEZIA
  • scelta con le 15 foto vincitrici del concorso lanciato da Isolapress-Imola

Ex Chiesa di San Barbaziano nei anni 50,60 usata come officina .

Ex Chiesa di San Barbaziano è una chiesa sconsacrata di Bologna che sorge all’incrocio tra via Barberia e via Cesare Battisti. L’edificio, di antiche origini medioevali, fu ricostruito su disegno di Pietro Fiorini tra il 1608 e il 1618 dai monaci Girolamini, titolari della chiesa e dell’annesso convento. L’interno presenta il tipico impianto tardo manierista a navata unica con quattro coppie di cappelle laterali, presbiterio e coro.

A seguito delle guerre napoleoniche nel 1797 la chiesa e il relativo convento furono espropriati e venduti a privati che trasformarono la chiesa in magazzino e la spogliarono del suo contenuto.

Nel 1870 la proprietà passò al Demanio militare che continuò ad usarla come deposito, costruendo anche un soppalco per sfruttare meglio lo spazio.

A causa del lungo periodo di utilizzo improprio, gran parte delle decorazioni è scomparso e l’edificio si trova in un cattivo stato di conservazione.

Dalle testimonianze nei anni 50,60 la chiesa è stata sfruttata come officina e garage – Carlo B.V. ,,Era un meccanico, mio padre portava li la macchina ad aggiustare negli anni ‘54/56” Luca T. ,,Anch’io ricordo un’officina per auto negli anni 60.” Leroy.J.G. ,,È stata per anni un garage pubblico. Pure.

Negli ultimi anni la proprietà è passata alla sovrintendenza per i beni culturali, la quale ha aperto un bando per la concessione quindicennale della struttura. A seguito di un restauro, ospiterà un centro culturale.

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Mostra di ,,Merda” sotto i portici di Bologna

Attenzione immagini e frasi forti – che seguono potrebbero urtare la vostra sensibilità .Scusate per la parola ,la cacca sarebbe forse sufficiente ma non in questo caso ,la cacca va raccolta ,la merda rimane per strada e guasta il decoro della città, senza parlare dei rischi che portano i feci abbandonati per strada….. Purtroppo a Bologna col COVID il problema è aumentato .Fenomeno che non si spiega .Probabilmente i padroni dei cani hanno più tempo libero che poi spesso si scordano al dovere o semplicemente se ne fregano……..

Alzi la mano chi non ha mai pestato la cacca del cane ….Credo tutti abbiamo sporcato le scarpe. Non è normale non pùo essere la nostra quotidianità questa! ORA BASTA VOGLIAMO VIVERE IN UNA CITTA’ PULITA.

La mostra è una protesta contro i padroni dei cani incivili ,evidenzia il fatto che viviamo nel paese civile con i comportamenti scorretti e mai puniti . Non stupisce più nessuno la cacca per strada ormai è normalità .Facciamo slalom o saltiamoci sopra altrimenti sporchiamo le scarpe……Una città bellissima come questa non lo merita !

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Bologna .La cacca attacca la città

Il problema non è presente solamente a Bologna ma credo è un problema reale in tutte le città del mondo…Comunque parliamo di Bologna il problema sembra di non essere risolto da anni, anzi oggi sta aumentando soprattutto nei tempi di COVID:

Passeggiando per strada o sotto i portici, bisogna fare attenzione a dove si mettono i piedi. Nel 2010 Bologna sembra piazzarsi al terzo posto dopo Roma e Milano per quantità di cacche di cane non raccolte. Quantomeno, è terza per quantità di denunce fatte all’Aiaa, l’associazione nazionale per la difesa degli animali. Nei tempi di COVID il problema si aggrava. Hera conferma che lo sporco sotto i portici di Bologna dovuto a padroni maleducati è aumentato

Anche su vari social arrivano centinaia di segnalazioni ,delle foto e commenti sul problema .Un problema perenne, sembra una guerra persa….Guerra contro la inciviltà umana. Adirittura c’è chi si lamenta per escrementi del gatto buttati dalla finestra finiti sulla auto….

Confermo con la mia esperienza per strade di Bologna ,spesso anche di essere attenta bastava una piccola distrazione e bam pestato! Purtroppo non sono infestate solo le strade secondarie ma anche spesso i portici di Bologna ,biglietto da visita della città ma anche il nostro patrimonio e la nostra casa….. Vi presento il portico su quale quasi ho sbattuto la testa con la lunga scivolata su una cacca enorme .C’e chi dice che pestare la cacca porta la fortuna insomma oggi dovrei essere milionaria …..Pestare la cacca porta la disgrazia ,puoi scivolare e sbattere la testa, porta malattie ,porta il disgusto e rabbia verso chi è incivile altro che FORTUNA….

Chiediamo come mai i padroni dei cani lasciano la cacca libera per strada e parchi?

Purtroppo la risposta è banale Lasciano la cacca del proprio cane – per dispetto , per ignoranza ,per menefreghismo ….insomma per inciviltà umana

La cattiva abitudine di alcuni proprietari è decisamente il riflesso della mancanza di educazione

Perchè raccogliere la cacca ?

Ci sono tantissimi motivi perche farlo

-Questione di igiene-Gli escrementi ‘abbandonati’ per strada possono decomporsi e diventare ricettacolo di batteri e parasiti. Pericolosi per il nostro amico a quattro zampe, i suoi simili e per noi esseri umani.Quello che calpestiamo poi lo portiamo inevitabilmente a casa, nel luogo che preserviamo e che crediamo al riparo da ogni pericolo.

-perché oltre a chi passeggia per il paese anche tu padrone incivile corri il rischio di pestarla e di dover lavare le scarpe anche tu devi stare attento a dove mettere i piedi.

-per rispetto verso gli altri per un favore a noi stessi e al nostro cane.

-per questioni estetici ,ci piace vivere in una città pulità? Miglior modo è cominciare da noi stessi

-perché camminando possiamo sentire i profumi e non l’odore di cacca

-perché le persone che non hanno cani iniziano a maltorrerare sempre di più le persone che hanno cani. Così come le amministrazioni

-perchè un disabile sulla sedia a rotelle non si sporca le mani …

-per il dovere civico e giuridico.

Comunque il problema riguarda anche dove si fa fare la pipi’ al cane

Ecco una piccola MOSTRA DI M....A -la Bologna che non vorrei

Ecco cosa dice il COMUNE DI BOLOGNA

I proprietari dei cani e le persone incaricate della loro custodia devono impedire che l’animale sporchi con i propri escrementi le strade, i portici, i marciapiedi, le piazze, i giardini pubblici e gli altri spazi aperti al pubblico.

In ogni caso i conduttori dei cani sono tenuti a provvedere immediatamente alla pulizia del suolo imbrattato dagli escrementi dei loro animali. Sono esentati i non vedenti accompagnati da cani guida e le persone con evidenti problemi di handicap sia fisico che mentale.

Sanzioni amministrative per i trasgressori

da 25 euro a 150 euro per chi consente la defecazione e la minzione sotto il portico, sul marciapiede, nel giardino pubblico o in altro spazio aperto al pubblico e non provvede immediatamente alla pulizia del suolo imbrattato.

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SCEGLI IL TUO MANDALA

Quadri stampati su tela con fantasia mandala 

Perchè appendere un quadro di mandala a casa ?

I mandala sono fantastici ,capaci di creare atmosfere rilassanti, migliorano la creatività e concentrazione ,danno un tocco in più alla nostra casa, sono molto originali, hanno le forme infinite ,danno la sensazione di equilibrio ,stimolano la fantasia ,ogni forma esprime un concetto, sempre in chiave positiva. Guardare un mandala ci riporta ad uno stato di calma, ci aiuta a concentrarci e a scacciare via pesi e negatività.

Mandala In stile minimal ,per rendere i vostri spazi molto eleganti.

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Pura Poesia

Un piccione si appoggia su un tetto, dall’alto ascolta la città, guarda le sue ombre. I dettagli finiscono di esistere, i bordi si accavallano, si confondono, creando perimetri nuovi. I profili di ogni cosa hanno un nuovo sapore, una profondità diversa, le sagome scompaiono in confini che si fanno molto più brevi, svanendo in quel nero infinito. I colori si dissolvono, si spengono, mutano attraverso una scala di grigi.L’aria si impregna di luci tremolanti, di silenzi e di suoni, dei fari delle macchine, degli autobus notturni, di qualche insegna rimasta accesa, dei lampioni che attirano falene incuriosire che gli girano intorno.Tutto appare con un indefinito contorno scuro, il caratteristico contorno della notte.

(M. Grace Anmut)- https://www.facebook.com/MaryGraceAnmut/

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La ,,nuova” torre in quartiere Savena

Torre si trova in Via Bartolomeo M. Dal Monte 14 a Bologna , non è altro che un campanile moderno della chiesa consacrata di San Giovanni Bosco del architetto Giuseppe Vaccaro (1896-1970). E’ anche una delle sue ultime opere più monumentali e moderne, realizzata “con coraggio e alta coerenza” (Matteucci).La chiesa di San Giovanni Bosco, il cui progetto vede l’inizio nel 1958 e la successiva realizzazione dal 1963 al 1968.La decisione della sua istituzione fu presa nel 1961 dal cardinale Lercaro per dare una chiesa ad una zona cittadina allora in forte espansione demografica.

Il campanile, che allude alle tante torri bolognesi, si pone come riferimento visivo per il quartiere popolare circostante.

Il 17 marzo 1968 l’Arcivescovo di Bologna, monsignor Antonio Poma, si reca in visita pastorale nella parrocchia S. G. Bosco, il 2 febbraio 1969 benedice la nuova chiesa e la consacra il 12 aprile dello stesso anno.

Perche costruire una nuova torre che somiglia le antiche torri di Bologna?

Il movimento bolognese per l’architettura sacra moderna

E’ il 14 Maggio del 1955, quando il cardinale Giacomo Lercaro, già Arcivescovo della arcidiocesi di Bologna dall’Aprile del 1952, durante un’omelia domenicale, lancia il “progetto delle nuove chiese per la pacifica conquista evangelica della periferia di Bologna”.L’aspirazione di Lercaro è di dotare le nuove aree insediative della città di una propria identità urbana capace di trasmettere agli abitanti una coscienza umana, civica e comunitaria.

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PORTICI di Bologna candidati a patrimonio mondiale UNESCO-ecco 12 tratti

Bologna  capitale dei portici-Non esiste al mondo un’altra città che abbia tanti portici quanto Bologna .

I portici di Bologna sono unici

Rappresentano un importante patrimonio architettonico e culturale per la città e ne sono simbolo insieme alle numerose torri .Tutti insieme i porticati misurano in lunghezza 42 chilometri solo nel centro storico, che raggiungono i 62  contando quelli fuoriporta. Per via della loro rilevanza artistico-culturale, i portici bolognesi sono un bene culturale italiano candidato come patrimonio dell’umanità dell’ UNESCO. La Commissione Nazionale riconosce i portici come elemento qualificativo della città di Bologna, “punto di riferimento per uno stile di vita urbano sostenibile, in cui gli spazi religiosi e civili e le abitazioni di tutte le classi sociali sono perfettamente integrate”.

Non si tratta comunque di tutti 62 km di portici ma di 12 tratti selezionati con un’accurata ricerca tra quelli centrali e quelli più periferici, riconosciuti come

un elemento identificativo della città di Bologna, sia dalla comunità che dai visitatori, e sono un punto di riferimento per uno stile di vita urbano sostenibile, in cui gli spazi religiosi e civili e le abitazioni di tutte le classi sociali sono perfettamente integrate” 

Il numero dodici è molto speciale

12 tratti come 12 mesi dell’anno ,ogni uno diverso e ogni uno speciale per chiudere in bellezza il cerchio del anno intero. Come 12 segni zodiacali col caratteri diversi ma uniti nel universo.

  • 12 – associato alla perfezione ed all’unità
  • 12-simbolo di completezza
  • 12-E’ il numero biblico, dell’alta elevazione spirituale
  • 12-Il numero è fortemente associato ai cieli: i 12 mesi, i 12 segni dello zodiaco e le 12 stazioni della Luna e del Sole
  • 12 – un numero cosmico che esprime completezza, perfezione, unità armoniosa
  • 12- trasformazione, mutamento, passaggio difficile che però porta alla crescita, al progresso.
  • 12 erano gli apostoli di Gesù e i Cavalieri della Tavola Rotonda di Re Artù;
  • 12 sono le stelle della bandiera europea.
  • e in breve 12 tratti dei portici di Bologna

Ecco la candidatura di 12 tratti.

1.Portico devozionale di San Luca (1194 – 1765)-La storia del portico di San Luca è strettamente legata alla devozione dei bolognesi per la sacra immagina della Beata Vergine, custodita all’interno del Santuario posto in cima al Monte della Guardia. Nel 1717 per la prima volta la Madonna fu portata in processione sotto al portico. Dal Settecento ad oggi non si verificano interventi significativi sull’assetto del portico collinare, se non per conservare e tener in buono stato la sua struttura, preservandone l’aspetto e la funzione. Nel 2019 parte un grande intervento di restauro, finanziato con i fondi del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.

2 .Strada porticata di Santa Caterina(1296)La prima documentazione sull’origine del nome risale al 1296. Le case con portico architravato ligneo erano considerate fino ad allora “edilizia minore” cioè di scarso valore storico urbanistico. Il portico, si trova solo da uno dei due lati della strada 

3.Portici del Baraccano (XV secolo)Fanno parte del complesso Monumentale del Baraccano con il Conservatorio del Baraccano. Si affacciano su via Santo Stefano con un lungo portico, che si conclude in un alto voltone quattrocentesco. Caratteristici capitelli del portico sono ornati con cornucopie, foglie di acanto, animali e putti accompagnati dagli stemmi dei Bentivoglio risalenti alle origini della costruzione.

4.Portici commerciali del Pavaglione e Piazza Maggiore (XV secolo)Piazza Galvani , piazza Maggiore e portici dei Banchi e Pavaglione sono caratterizzati, fin dal medioevo, da un sistema mercantile urbano funzionante fin oggi. Continuando a sviluppare anche un forte interesse culturale, istituzionale e di servizio per la città. Alla fine del XIX sotto le arcate si trovano, tra i negozi storici più noti, il Caffè del Pavaglione e la libreria Zanichelli, punto di ritrovo per il poeta Giosuè Carducci. Oggi l’edificio più importante al suo interno è la biblioteca dell’Archiginnasio, l’antica biblioteca universitaria. È anche la sede del museo archeologico

5.Strada porticata di Galliera Fino al tardo XIX secolo via Galliera ha rappresentato la strada d’accesso al centro città da nord e per questo motivo, la nobiltà d’epoca, riteneva fosse simbolo di prestigio e privilegio costruire qui la propria residenza. Di celebre importanza sono i portici di Palazzo Ghisilardi e di Palazzo Dal Monte.Fino all’Ottocento via Galliera è stata la strada più nobile di Bologna poiché percorso obbligato per tutti quei visitatori in ingresso da settentrione. Successivamente con la riforma toponomastica del 1873-78 e la creazione di via dell’Indipendenza, via Galliera venne ristretta alla estensione attuale e suddivisa in due tratti generando l’attuale via Manzoni.

6.Portici accademici di Via Zamboni (dal XVI al XX secolo)Questa strada è simbolo dell’Università più antica del mondo occidentale. L’antico nome di questa via era Strada San Donato con la sede dell’Università Fondata nel 1088.Grazie alla presenza di antica Università, Bologna ha assunto l’appellativo di “Bologna La Dotta”.

7.Piazza Cavour e via Farini (XIX secolo)Con il portico più amato non solo dai bolognesi ma anche dai turisti.(sede della Banca d’Italia)Portici finemente decorati da grifoni, centauri e ghirlande .Su piazza Cavour si affacciano anche portici di palazzo Guidotti, di origine cinquecentesca e portici di Palazzo Silvani, che richiamano l’architettura fiorentina. Invece la piazza è celebre anche per i bolognesi .Qui si trova la casa in cui nacque l’amatissimo cantautore bolognese Lucio Dalla che dedicò a questo posto anche la canzone ,,La piazza grande” Su piazza Cavour si affacciano i portici di palazzo Guidotti, di origine cinquecentesca, di Palazzo Silvani, che richiama l’architettura fiorentina, e della sede della Banca d’Italia, decorati da grifoni, centauri e ghirlande. Su via Farini, il portico della Cassa di Risparmio rappresenta invece un importante esempio di stile eclettico, dalle forme grandiose e magnifiche, atte a dimostrare la ricchezza e il ruolo sociale del primo istituto bancario della Bologna moderna.

8.Portico della Certosa(XIX secolo)-collega l’Arco del Meloncello al cimitero extraurbano della Certosa.Il portico della Certosa nasce da un’idea dell’architetto e ingegnere Ercole Gasparini, artefice dei primi adattamenti dell’antico monastero, che propone la costruzione di un portico con partenza dall’Arco del Meloncello e che si congiunga con il cimitero, in modo da sfruttare il già esistente percorso in piano del portico di San Luca quale collegamento con il centro cittadino.

9.Edificio porticato del Mambo Una prima sezione dell’edificio viene costruita nel 1915 dal Sindaco di Bologna Francesco Zanardi con la funzione di panificio comunale per assolvere alle difficoltà di approvvigionamento dei cittadini bolognesi nel corso della prima guerra mondiale.Negli anni quaranta del novecento lo stabile viene ampliato e ospita l’Ente Autonomo dei Consumi fino alla sua definitiva chiusura nel 1958.Oggi è la nuova sede del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna .

10.Edificio porticato del quartiere Barca Nato dall’emergenza architettonica più caratteristica è un lunghissimo edificio a due piani, destinato ad abitazioni e negozi, chiamato “il Treno”. Edificio a due piani. Fu progettato a inizi anni ‘60 dal bolognese Giuseppe Vaccaro e inaugurato nel 1962 come edificio destinato agli operai.

11.Portici trionfali di strada Maggiore .La strada, una delle più antiche di Bologna . Attraverso i portici di Strada Maggiore ci furono i transiti più importanti della città dall’ingresso dei papi all’arrivo di Giuseppe Garibaldi nel 1860. Strada Maggiore è l’unica via di Bologna rimasta con la denominazione urbanistica generica “Strada”. Portico più significativo è il maestoso portico ligneo di Palazzo Isolani, primo esempio di portico medievale della città ,sotto il quale nella parte superiore dell’arcata ci sono “tre frecce” .

12.Portici di Piazza Santo Stefano La più bella piazza di Bologna nel corso dei secoli successivi e fino ad oggi ha subito varie trasformazioni, in particolare dovute all’andamento scosceso del terreno, che converge verso l’ingresso principale alla Basilica, situato nel punto più basso. Le modifiche hanno influito in modo determinante nel rapporto tra edifici e spazi aperti.

La candidatura dei Portici di Bologna alla lista del patrimonio mondiale UNESCO  , a conclusione della fase di interlocuzione con ICOMOS, è stato allargato il perimetro dei tratti candidati ( la Pinacoteca Nazionale, la parte monumentale del Cimitero della Certosa palazzo della Mercanzia, il santuario di Santa Maria del Baraccano, il sistema delle Piazze (Maggiore, Re Enzo e Nettuno), il tratto di pianura del portico di San Luca fino all’arco Bonaccorsi

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