Grotta di Labante -più grande grotta primaria del mondo nasconde un tesoro.

La Grotta di Labante -si trova nel territorio di Castel d’Aiano nella Val d’Aneva uno degli aspetti naturalistici fra i più notevoli
del suo territorio.

Le Grotte sono al centro di un bellissimo parco adatto a escursioni a piedi o in bicicletta.

Queste cavità naturali, sono molto rare, difficilmente superano i 4-5 metri di lunghezza, raggiungono ben 51 metri con un dislivello di 12. Sopra la grotta troviamo cascata naturale alimentata dalla stessa sorgente che ha dato origine alla formazione calcarea. Se viene osservata con il sole alle spalle riusciremo a vedere arcobaleno .Cunicoli e pertugi consentono di visitare le grotte all’interno delle quali è possibile ammirare l’azione naturale dell’acqua che ha plasmato vegetali e cristalli di calcite.

Le acque sotterranee s’infiltrano tra gli strati rocciosi calcarei formando anfratti caverne e grotte .Queste manifestazioni della natura hanno un grande fascino ,giochi dell’acqua e della luce ,stalattiti,vegetazione verde e umida di muschi ,epatiche ed alghe …La cascata guardata da una angolazione con sole sulle spalle fa apparire un arcobaleno ,invece guardata contro sole nel pomeriggio da un altro lato da idea che la roccia si trasforma in un animale che somiglia il cane ,con la luce del sole che penetra dal foro della roccia proprio li dove sarebbe l,occhio del animale.

STORIA

,,Storicamente la prima cavità naturale del bolognese di cui si conservi memoria scritta.A tutt’oggi, comunque, le descrizioni e gli studi su questo importantissimo fenomeno naturale della nostra Provincia sono assolutamente scarsi e soprattutto limitati quasi esclusivamente alle prime relazioni dei naturalisti del ‘600 e del ‘700, di difficilissimo reperimento da parte del grande pubblico.”Prof. Paolo Forti
Istituto Italiano di Speleologia, Università di Bologna

La sua più antica descrizione , fra tutte le grotte del Bolognese.

Veddi anche in questa Villa una superbissima grotta fatta dalla natura, con sì vago artifizio, che di più non potrebbe in quel sito far l’arte; È questa poche braccia sotto la Chiesa di S. Cristofano di Labante situata. È tutta di spugne, ha due stanze una superiore
l’altra inferiore, ed ognuna di esse ha per diversa parte l’uscita, è vario il lume; è volta a levante, e dalla
sommità vi è la caduta d’un’acqua da una altezza di circa 20 braccia, che naturalmente spargendosi
ugualmente da tutte le parti fa bellissima vista. L’Acqua è facilissima a condensarsi, e da per tutto dove
batte o cade genera le spugne già dette di che la grotta è composta; Ma quel ch’è degno di maraviglia si
è, che tutti gustano di quell’acqua e l’adoprano per bere, e niuno di quel luogo patisce di pietra, calculi,
o renelle che dir vogliamo quando per ragion di sua facilità nel pietrificarsi dovrebbe naturalmente ciò
fare”
(Cinelli Calvoli, 1692, p. 4).

TESORO – Le “perle” della Grotta

Nonostante di escursioni e visite da oltre 300 anni, le sue grotte hanno nascosto a lungo segreto …..uno dei loro tesori più rari, che è stato scoperto solamente all’inizio del 2005.In una delle periodiche visite alla Grotta di Labante veniva notato che per alcuni metri il pavimento, lungo il cunicolo che collega le due entrate principali, era costituito da un accumulo di vari centimetri di spessore di “ciottoli” arrotondati – “sassolini” una delle cose più rare e preziose che le grotte possono ospitare: le pisoliti che prendono il nome anche di “perle di grotta”, poiché il loro modo di svilupparsi è assolutamente identico a quello delle perle all’interno di un’ostrica.

Le maggiori hanno un diametro di 2-3 cm, mentre le più piccole non raggiungono i 20 μm . Questa grande differenza dimensionale, non molto comune nelle cavità naturali, è la conseguenza di due fattori antagonisti:
la conformazione del condotto che impedisce un facile dilavamento delle perle più piccole, e l’energia cinetica dell’acqua di alimentazione relativamente elevata, che impedisce alle pisoliti più
grandi di saldarsi al pavimento .
Analogamente a quanto accade nelle normali grotte carsiche il numero delle pisoliti aumenta con
il diminuire della loro dimensione nel campione analizzato, infatti, c’erano oltre 50 milioni di perle di diametro medio di 40 μm, mentre appena 21 avevano un diametro superiore ai 6 mm.
Considerato che la quantità di pisoliti campionata corrispondeva sicuramente a meno dell’1 per
1000 dell’intero deposito, si può affermare che la Grotta di Labante ospita probabilmente più di
100 miliardi di perle….- Sito di Importanza Comunitaria (SIC)

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