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Semplicemente Bologna-da scoprire e amare

Bologna riscoperta, fotografata , dipinta e creata .Qui trovate le curiosità e particolari di Bologna ,giardini e cortili segreti,posti nascosti e dimenticati, fotografie e dipinti .

,,Bologna non è solo grassa rossa e dotta… Bologna è una galleria d’arte antica e moderna spesso i suoi quadri sono incorniciati dalle balaustre, cancelli, finestre ,finestrelle e dalla natura … Appena entri dentro porta sei dentro il grembo della città ti trovi dal’altra parte dello specchio come Alice in un paese delle meraviglie…
Bologna è bella fuori ma bellissima dentro e non si mostra subito al turista la devi corteggiare, la devi conquistare e in cambio ti darà il tiro alle porte … Su e giù scoprirai il suo tesoro nascosto tra portici, luoghi misteriosi, giardini segreti e palazzi divini. Poi ti innamorerai per sempre con amore sincero e quando la notte coprirà col suo mantello blu la città sarai perso sarai immerso.”
-AnetaMalinowskaART

Amo Bologna e amo scoprire tutti i segreti di una città meravigliosa circondata dall’arte ,storia, segreti e curiosità infinite .In più di 10 anni ho visitato tantissimi angoli di Bologna e ho raccolto una immensa galleria delle fotografie di ogni genere in più mi ha inspirato a dipingere .Arrivato il momento di condividere tutte le sue bellezze

BOLOGNA

Sei la mia  più amata del mondo...

Mi hai ospitato,mi hai adottato da vagabondo ….

Sotto le tue ali che sono i portici mi sentivo protetto ,

ho vissuto amando il tuo dialetto ….

Sei la mia musa ti ho dipinto nelle varie pose ,

sei la mia modella ti ho fotografato più di mille volte .

Mi sono incantato, mi sono  innamorato ,mi sono inspirato

ed oggi con grande euforia ti dedico  questa  mia  poesia.,,

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Parco dei Giardini della Corticella

Una volta era una cava abbandonata…..Oggi Il polmone verde di quartiere Navile è una oasi urbana che si estende per oltre 11 ettari  dove vivono circa trenta specie diverse di animali ,dall’oca del Nilo, a quella indiana, ,oca di Magellano, l’anatra Casarca, e cigni neri .

Questo terreno negli anni ’50 fu abbandonato dalla Farmacia Gallotti per circa 30 anni è stato inutilizzato ,anzi utilizzato dai cittadini in modo improprio: come discarica, chi ci aveva fatto il proprio orto, chi la pista da cross,chi il campo da calcio, …… Nei anni ottanta il Comune di Bologna aveva preso una decisione che poteva cambiare radicalmente l’aspetto del quartiere; Palazzo D’Accursio voleva utilizzare l’area estrattiva dell’ex fornace Galotti, che aveva realizzato una cava per l’estrazione dell’argilla necessaria per il confezionamento di laterizzi in terracotta, per costruire un parcheggio scambiatore dedicato ai grossi automezzi, utile a servire la zona cooperativa..

I cittadini cominciano a protestare e raccolsero circa 4000 firme con una petizione di una proposta diversa. Sindaco Vitali decise di accettare l’idea dei cittadini, e cambiò la destinazione d’uso del terreno per farne un parco pubblico. La condizione posta era che i promotori della petizione e del progetto ne diventassero anche i gestori.
Alla fine del 1989 iniziarono i lavori per la realizzazione del parco che vide la luce nel 1993 e nel maggio 1996 il Parco è stato ufficialmente inaugurato. In quell’epoca si costituì anche l’Associazione di Volontariato Ca’ Bura (oggi Associazione di Volontariato Ca’ Bura APS) e, attraverso una convenzione con il Quartiere, iniziò la collaborazione effettiva con il Comune di Bologna per la tutela e gestione del Parco, che prevede la pulizia, la manutenzione, la gestione del verde, degli animali e la realizzazione di eventi.

Il 26 gennaio 2016 arriva una triste scoperta -un atto di vandalismo … Amatissimi da tutti 2 cigni neri simboli di questo parco sono stati avvelenati ,dopo  gli esami lo confermano. La coppia ha ingerito un antiparassitario. La stessa sostanza nociva aveva provocato la morte anche di altri volatili del parco. Nessuno si da pace cosi a maggio arrivano 2 esemplari nuovi Ulisse e Penelope che oggi godono di una buona salute e hanno 3 splendidi pulcini.

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Castello neomedioevale sulle colline di Ca’ de Britti diventato B&B

Il palazzo dei Malvezzi Campeggi a Castel de’ Britti. Sulle colline tra ,Ozzano e Ca’ de Britti sorge castello merlato dei Malvezzi Campeggi in stile neomedievale toscano ispirato al Palazzo Vecchio di Firenze.

L’edificio, appare come un nostalgico ricordo del passato feudale della famiglia, proprietaria a Bologna di uno straordinario palazzo in via San Donato. Lo stile scelto intendeva rifarsi a quello medievale allora tanto di moda. Vi lavorarono circa 400 persone. Venne preventivamente spianata la collina dove vi era una casa colonica.

La costruzione, iniziata nel 1888 da marchese Alfonso (1846-1895)e terminata nel 1894 , progettato dall’ing. Roffeni Tiraferri. I conci di roccia grigia usati per la costruzione, provengono da Firenzuola e sono stati trasportati fin qui con decine di carri. Luigi Malvezzi Campeggi( 1878-1949)figlio di Alfonso (1846-1895) e Anna Misciattelli (1847-1931)Dottore in giurisprudenza, capitano di complemento d’artiglieria e cavaliere della Corona d’Italia, eredita e vende il Castel de’ Britti .

Daneggiato in Seconda Guerra Mondiale in quanto occupato da truppe tedesche nel 1944 ,fu colpito dagli aerei inglesi che però non minarono la solidità dell’edificio. Dopoguerra verrà acquistato dal Marchese Niccolò Rangoni Machiavelli che con entusiasmo, la meraviglia di vedere un angolo di Toscana a Bologna e ricordare le origine della famiglia, in un decennio lo riportò all’antico splendore.

Il castello non ha un passato molto ricco ma la montagnola si ,rientra paesaggisticamente, ed geologicamente, nella formazione messiniana dei Gessi Bolognesi.

curiosità

Il rapimento Rangoni Machiavelli-1983

,,A Castel de’ Britti, nei pressi del castello di famiglia, viene rapita la contessina Ludovica Rangoni Machiavelli.I suoi non hanno a disposizione la somma richiesta dai rapitori. Rimarrà perciò nelle mani dei banditi per oltre tre mesi.” fonte –Sala Borsa

Dopo eventi terribili non solo il rapimento della giovane Marchesa Ludovica Rangoni Machiavelli ma anche la scomparsa del Marchese Avvocato Niccolò Rangoni Machiavelli, poi della moglie Milla ,il Castello è stato ceduto nei due piani superiori a nuclei famigliari diversi .

In agosto 2019 nel piano Nobile ristrutturato e completo di arredi d’epoca è stato aperto il Bed&breakfast .

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Giardino Medioevale in quartiere Savena

Giardino Medievale (1988) si trova nel quartiere Savena a Bologna in via Ferrara nel giardino Cavadone .Statue in bronzo di Nicola Zamboni

,, Hortus Conclusus” . Piccolo giardino di concezione medievale, rinchiuso da un alto muro e contenente varie statue in cui ,, Il giullare e la sua compagna” ,,Gli amanti” il bassorilievo ,,Cavagliere ” e due statue :una donna con libro e un altro cavaliere .

Oggi mancano le figure dei bambini esposte inizialmente in parte centrale del giardino

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Monumento alle vittime della ,,Uno Bianca”

Monumento si trova nel Parco di viale Lenin a Bologna in giardino per ricordare 24 vittime della strage di Pilastro…Il giardino ,,Vittime della uno bianca”

Un passato toccante- 7 anni e mezzo,24 morti,102 feriti,103 azioni criminali

,,Sono state talmente tante le vittime delle azioni mortali della banda dei fratelli Savi che alcune di esse rischiavano di essere presto dimenticate. Per poterle commemorare tutte degnamente e per mantenere vivo il senso dell’enormità della vicenda, che comportò 24 morti e oltre cento feriti, l’Associazione dei familiari delle vittime della banda della Uno bianca decise la creazione di un monumento collettivo e di una data comune (il 13 ottobre) in cui ricordare, almeno ogni anno, tutti i caduti per mano degli stessi assassini, in oltre sette anni di attività della banda tra il 1987 e il 1994.”-fonte Comune di Bologna

Ricordiamo le 24 persone uccise dalla banda della Uno bianca tra il 1987 e il 1994

:ANTONIO MOSCA autostrada A14, 3 ottobre 1987

GIAMPIERO PICELLO Coop Celle – Rimini, 30 gennaio 1988

CARLO BECCARI Coop Casalecchio di Reno (BO), 19 febbraio 1988

UMBERTO ERRIU, CATALDO STASI Coop Castel Maggiore (BO), 20 aprile 1988

ADOLFINO ALESSANDRI Coop Corticella – Bologna, 26 giugno 1989

PRIMO ZECCHI Coop Costruzioni – Bologna, 6 ottobre 1990

FATHI BEN MASSEN Rimini, 19 dicembre 1990

RODOLFO BELLINATI,

PATRIZIA DELLA SANTINA Bologna, 23 dicembre 1990

LUIGI PASQUI e PARIDE PEDINI Castel Maggiore / Trebbo di Reno (BO), 27 dicembre 1990

MAURO MITILINI, ANDREA MONETA, OTELLO STEFANINI Bologna, 4 gennaio 1991

CLAUDIO BONFIGLIOLI Bologna, 20 aprile 1991

LICIA ANSALONI, PIETRO CAPOLUNGO Bologna, 2 maggio 1991

GRAZIANO MIRRI Cesena, 19 giugno 1991

BABON CHEKA, MALIK NDIAY San Mauro Mare (FC), 18 agosto 1991

MASSIMILIANO VALENTI Zola Predosa (BO), 24 febbraio 1993

CARLO POLI Riale (BO), 7 ottobre 1993

UBALDO PACI Pesaro, 24 maggio 1994

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Un pò di tempo fa.. … il vino stava versando direttamente dalla bocca diabolica.

Mascherone di Palazzo Malvasia

Proprio accanto alla chiesa di San Donato in via Zamboni a Bologna si trova l’antico edificio di Palazzo Manzoli, e poi Malvasia, risalente al XIII secolo, di cui rimangono solo pochi archi. Il palazzo anticamente appartenente alla famiglia dei Malvasia di Bologna è un insieme di vari elementi architettonici che percorrono secoli differenti. Al di sopra di un portico quattrocentesco venne infatti costruita una facciata cinquecentesca, che si ispira ai metodi del Formigine.

L’edificio subì diverse modifiche, prima nel XVI secolo e poi nel 1760 dall’architetto Francesco Tavolini. In questi tempi, le famiglie benestanti organizzavano feste rumorose e ricche con molti ospiti e cibo. Durante queste cerimonie, al fine di mostrare la loro ricchezza, grandi quantità di cibo furono gettate fuori dalle finestre, che caddero nelle mani della povera gente che apparve sotto le finestre dell’edificio.

Più cibo gettava la famiglia, più mostravano la loro ricchezza. Infatti, la famiglia bolognese Malvasia versò generosamente anche il vino attraverso un filo collegato a botti installate in una faccia di pietra rivolta verso via Zamboni. Durante tali cerimonie in occasione della nomina a Gonfaloniere di un membro della loro famiglia la bocca spalancata versava abbondantemente vino come da una fontana e passanti, brindavano alla salute ed alla prosperità della famiglia.

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Villa Baruzziana

Questa villa settecentesca ,dal 1911 ospita la struttura sanitaria per la cura e la diagnosi delle malattie neuropsichiatriche, fondata dal Prof. Vincenzo Neri ,venne acquisita dagli eredi di Cincinnato Baruzzi nel 1910.

La Villa ha un terreno complessivo di 15 ettari con giardini e un’area boschiva, con un belvedere per ammirare dall’alto la città di Bologna.

Nella parte bassa si vede una terrazza in stato di abbandono, che oggi giorno non è accessibile .

Villa Si trova sul colle dell’Osservanza, (una volta chiamata colle Monticello) a poca distanza dalle mura della città in una posizione strategica da dove il panorama di Bologna è vista a 180 gradi .Più bella panorama della città

Baruzzi acquistò la villa, nel 1833, dalla Marchesa Angiola Persichelli in Segni, quando la villa si chiamava ancora “Il Monticello” ,poi fece eseguire una serie di ampliamenti, da lui stesso condotti.

Tra l’8 e il 19 maggio nel 1849 la villa venne occupata per 15 giorni dagli Austriaci ,in questo periodo molto materiale venne distrutto. Tra il 1853 e il 1869 l’’edificio verrà completato con la realizzazione di una grande facciata a doppio volume dall’ingegnere-architetto Enrico Brunetti Rodati 

curiosità

– Baruzzi aveva un idea di far divenire tale Villa una casa museo sull’esempio del suo maestro Antonio Canova . Lo scultore Cincinnato Baruzzi (1796-1878), successore di Giacomo De Maria sulla cattedra di scultura dell’Accedemia di Belle Arti, fa costruire sul colle chiamato Monticello un padiglione destinato ad ospitare il cosiddetto “terzo calco delle Tre Grazie”, ereditato, assieme ad altri cimeli, da Antonio Canova.

Oggi sono ancora presenti alcune statue realizzate dagli allievi del Canova e importanti affreschi.

Dopo la morte di Baruzzi, la villa passerà di proprietà al Comune di Bologna e in seguito diventerà una casa di cura, diretta dal prof. Vincenzo Neri , nel 1911 fece ampliare la proprietà con la costruzione di un secondo padiglione che ospita oggi i degenti della Casa di Cura.

dai archivi

 ,,Con testamento olografo del 1873 Cincinnato Baruzzi nominò erede universale il Municipio di Bologna, purché s’impegnasse, entro un quinquennio dalla morte del testatore, a vendere il patrimonio ereditato e ad investirne i proventi per l’istituzione di un premio per giovani artisti. L’eredità fu accettata con deliberazione del Consiglio comunale il 16 marzo 1878. La Commissione delegata all’amministrazione del Patrimonio Baruzzi il 2 maggio 1879 propose di trasmettere 67 autografi (lettere inviate da diversi a Cincinnato Baruzzi) alla Biblioteca dell’Archiginnasio,,-fonte archivi web

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Canale illuminato “Il Canale di Reno e delle Moline. Antichi mestieri”

Finalmente i canali sono illuminati

Dal cancello di via Oberdan, si possono guardare il video di circa 4 minuti Sagome luminose ispirate alle incisioni di Annibale Carracci(Bologna 1560-1609) e Giuseppe Maria Mitelli (Bologna 1634-1718) Progetto è stato inaugurato 17 dicembre 2020.

Il progetto di Sabrina Camonchia ,Regia- Giordana Arcesilai ,Video e animazioni -Dino Buffagni

Antichi mestieri come mitica lavandaia ,al guazzatoio, l’acquarolo, il venditore d’acqua o il nettapozzi.

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Più bello presepe di Bologna ,magia Natalizia in via Azzurra .

Anno 1989 -Tutto è cominciato cosi…..Michele Chimienti, medico pneumologo  del Bellaria (oggi medico in pensione) con un talento straordinario per l’artigianato, allestisce nel giardino della sua casa, in via Azzurra 10, un grande presepio .Ogni Natale questa meraviglia si arrichisce di nuovi particolari e da presepio statico con passare dei anni si è trasformato in presepio meccanico .Le nuove statuine e costruzioni da lui stesso fabbricate. Nel periodo natalizio è meta di un vero e proprio pellegrinaggio da parte dei cittadini bolognesi .Una gioia non solo per i bambini ma anche per i grandi .

Presepe Edizione 2020

Lo storico Presepe di Via Azzurra allestito come sempre dal dottor Michele Chimienti e dalla moglie Ramona . Quest’anno in versione ridotta e visibile rigorosamente dall’esterno quindi non visitabile come anni precedenti ,ma solo da dietro cancello per questioni Covid.

Presepe è modificato e ridotto, rispetto agli anni passati.Comunque ci sono due nuovi scenari con figure mobili e riuniti in un unico edificio.

Al piano terra un’aula di scuola elementare come una volta, gli alunni con il grembiule .

Al piano superiore un ambulatorio dove il medico visita un bimbo accompagnato dalla madre , rigorosamente tutti e due muniti di mascherina.

La vita quotidiana di una volta ,se osservate bene troverete anche animali domestici perfino un topo che rischia di finire sotto la scopa della massaia

Anche se ridotto il presepe trasmette come sempre tanta magia e atmosfera di Natale , tanta gente viene comunque ad ammirarlo anche se solo dietro il cancello.

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Il gigante timido-Albero monumentale (Platano Orientale) di piazza Malpighi

A Bologna in totale ci sono 7 alberi monumentali inscritti al elenco- AMI -alberi monumentali d’Italia

Gigante Platano orientale si trova vicino Palazzo Rusconi( piazza Malpighi)con circonferenza fusto: 520 cm
Altezza: 36 m

Lo chiamato – Il gigante timido

,,Dalla posizione strategica ,un pò nascosta ma rialzata stai dando un occhiata alla piazza ,il tuo collo, tronco robusto girato con riservatezza verso la strada dove sbuca il tuo bulbo , imponente chioma che tradisce la tua presenza….Sei un ombrello enorme del giardino, sotto la tua ombra al estate si mangia al fresco ..Sei un vecchione di quasi 200 anni ma sembri un giovanotto cresciuto un pò troppo ma in buona salute

Questo albero si trova in posizione rialzata rispetto alla piazza. La sua chioma spunta oltre i tetti dei vicini palazzi. Il  giardino in cui si trova oggi accoglie i tavoli all’aperto di un ristorante, sul retro di un palazzo appartenuto nel ’300 alla famiglia Zambeccari e divenuto nell’Ottocento proprietà dei Rusconi.

Rusconi nel 1825 sistemarono a giardino uno spiazzo che dal 1612 era denominato la Cavallerizza, perché utilizzato come maneggio e per eventi pubblici; ai primi decenni  dell’Ottocento si ritiene possa risalire anche l’impianto del platano. (per questo motivo l’albero è conosciuto anche come “platano della Cavallerizza”).

Altri alberi monumentali della città

https://arte-4-you.com/2020/11/08/albero-monumentale-di-lucio-dalla-ginkgo-biloba-di-piazza-cavour/

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https://arte-4-you.com/2020/09/03/albero-della-vita-bellissimo-cedro-monumentale-di-ospedale-rizzoli/

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https://arte-4-you.com/2020/11/08/albero-monumentale-di-villa-delle-rose/

https://arte-4-you.com/2020/09/16/solitario-albero-monumentale-ai-giardini-margherita/

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