L’antica Chiesa dei Filippini -l’unico monumento bolognese a non essere stato mai completamente recuperato

L’antica Chiesa dei Filippini (sec.-XVIII )Sorge su un lato di Via Manzoni .Costruita nella prima metà del 1700, venne intitolata alla Madonna di Galliera e San Filippo Neri. Presenta una facciata impreziosita da una serie di sculture in arenaria che raffigurano santi. L’interno a navata unica presenta una ricca trabeazione che corre lungo il perimetro, interrompendosi in prossimità della cupola ellittica. Le pareti laterali hanno al centro cantorie, con sinuosi parapetti decorati con strumenti musicali. All’interno si possono apprezzare statue di Piò Angelo Gabriello (1690-1770) ed affreschi tra i quali alcuni di Ludovico Carracci (1555-1619) e Giuseppe Marchesi (1699-1771).

Nel 1999 -Concluso il restauro dell’Oratorio dei Filippini

Sotto la direzione dell’architetto Pierluigi Cervellati – e a cura della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna – si concludono i restauri dell’Oratorio di San Filippo Neri (sec. XVIII), destinato a divenire un centro di attività culturali. l’edificio era oramai da tempo utilizzato solo come autorimessa e magazzino di materiali edili. Gravemente danneggiato durante il bombardamento aereo del 29 gennaio 1944, era l’unico monumento bolognese a non essere stato mai completamente recuperato.

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,,Il vecchio saggio ,,Albero monumentale il Bagolaro

Questo albero non è iscritto nel elenco AMI -(alberi monumentali d’Italia)cmq. merita l’attenzione . il tronco ha una circonferenza di 361 cm mentre il diametro è di 115 cm , altezza è quasi di 30 metri. Si trova in piazza Carducci a Bologna .

L’esemplare è inserito nel piccolo giardino monumentale lievemente sopraelevato e contiguo all’ultima abitazione di Giosue Carducci, https://arte-4-you.com/2021/07/24/museo-casa-carducci/ trasformata in un memoriale con il monumento dedicato al poeta.

Questo centenario di piazza Carducci, con la sua circonferenza del tronco supera i tre metri e mezzo ,regge con gran portamento una chioma reclinata sulla statua del poeta Giosuè Carducci

Lo chiamato il vecchio saggio

,,Proprio qua sotto l’ombra del albero ,Carducci si rilassava . Il vento fresco insieme alle foglie secche sussurravano una poesia , sfiorandolo con le sue foglie che cadevano per spingerlo a scrivere …

Aneta Malinowska

– Eccolo un l’albero raccontato da Giosuè Carducci in Pianto Antico in un angolo del mio orto- giardino, “illuminato” di fiori vermigli. Un albero che io adoro e che regala fiori e frutti meravigliosi fin dalla primavera.

,,L’albero a cui tendevi la pargoletta mano, il verde melograno da’ bei vermigli fior,nel muto orto solingo rinverdì tutto or ora

e giugno lo ristora di luce e di calor.Tu fior della mia pianta percossa e inaridita,

tu dell’inutil vita estremo unico fior,sei ne la terra fredda,sei ne la terra negra;

né il sol più ti rallegra né ti risveglia amor.

Giosuè Carducci

Altri alberi monumentali della città.

Il gigante timido-Albero monumentale (Platano Orientale) di piazza Malpighi

Albero monumentale -Platano comune – Guardiano della piazza Minghetti

Albero monumentale -cedro il guerriero di parco di villa GHIGI

,,Albero della vita” -Bellissimo albero monumentale di ospedale Rizzoli

Solitario -Albero monumentale ai giardini Margherita

Ginkgo biloba in piazza Cavour ,albero di Lucio Dalla

Albero monumentale di Villa delle Rose

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Leone di porta Saragozza

Leone di porta Saragozza 3 settembre 2018 probabilmente durante il temporale, la zampa anteriore di uno dei leoni ha ceduto, schiantandosi al suolo, assieme a una porzione dello scudo di Bologna che reggono tra le zampe.Porta Saragozza per le vicende che la riguardarono soprattutto dal XVII secolo in poi, potrebbe essere chiamata la “Porta sacra” o la “Porta dei pellegrini”; e non solo perché da lì passavano i fedeli che raggiungevano la sommità del colle della Guardia per venerare l’icona della B. V. di San Luca, ma anche perché il suo nome – probabilmente derivato da una mitica vittoria degli eserciti cristiani contro i musulmani – evocava l’occidente lontano dei pellegrinaggi in terra iberica. Eretta nel XIII sec. e dotata nel 1334 di un avancorpo e di un ponte levatoio che valicava il fossato, ha oggi l’aspetto che le fu conferito dal radicale restauro condotto nel 1859 dall’architetto Giuseppe Mengoni, che fece sostituire il cassero medievale con quello attuale raccordandolo con due portici merlati ai due torrioni cilindrici laterali. Rimasta a lungo un varco secondario e più volte inutilizzata – tanto che nella descriptio del 1371 non era menzionata – acquisì particolare rilievo da quando nel 1674 fu edificato il lungo portico che conduce alla Basilica della B. V. di San Luca, come punto di arrivo e di partenza delle processioni che accompagnano l’icona mariana che in precedenza transitavano per porta di Sant’Isaia.Fonte: “Restauro delle porte di Bologna 2007-2009”

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Antichi orologi a Bologna

Oggi scopriremo –antichi orologi a Bologna -Sapevate che Bologna è considerata, fin dal Medioevo, una delle capitali mondiali della misura del tempo? Già nel XV secolo si dota di uno dei primi orologi astronomici costruiti in Europa: uno stupefacente meccanismo i cui automi in legno sono conservati oggi all’interno delle Collezioni Comunali d’Arte.Il primo orologio di piazza, di Bologna, risale al 1356; era collocato sulla Torre del Capitano del Palazzo del Podestà e non aveva quadrante: soltanto una campana scandiva l’ora. Un nuovo e più complesso orologio meccanico attuale di Palazzo d’Accursio venne realizzato nel 1444 (anticipatore di quello oggi esistente) sulla Torre d’Accursio …Alcuni sono ancora in funzione alcuni purtroppo no .

1Orologio del Banco Popolare in via dei Carbonesi -costruito nel 1934 dal famoso orologaio Vecchio ed inserito in una impalacatura di stile Liberty.

2Orologio della chiesa dei Santi Bartolomeo e Gaetano
Fu installato nel 1857 in occasione dell arrivo in città di Papa Pio IX e batte il tempo tramite le campane della chiesa

3Orologio della stazione centrale che ha segnato la storia di Bologna con la strage nel 2 agosto 1980 fermo sulle ore 10:25

4Orologio dell’Archiginnasio
Si trova nel cortile di prima sede ufficiale della Università di Bologna installato nel 1600 orologio a contappesi poi sostituito con un altro a pesi e pendolo.

5Doppio orologio della chiesa di S.Petronio è costituito da due quadranti posti in un unico armadio fra le cappelle del lato sinistro .Uno indica l’ora italica e l’altro l’ora francese – il primo segnava il tempo iniziando dal tramonto e indicava quindi i tempi di lavoro -si diceva ,,da buio a buio” il secondo invece segnava il tempo reale ,sistema ora adottato universalmente .Entrambi fermi .

6Orologio di Palazzo D’Accursio
L’antica macchina del 1451 – più volte restaurata – alla seconda metà del Settecento non era più in grado di funzionare a dovere. Nel 1771 venne affidato al rinomato Rinaldo Gandolfi l’incarico di costruire un nuovo orologio: due anni dopo la nuova macchina venne posta in Torre sostituendola a quella antica

7Orologio del Banco di Roma in ottone stile Liberty in via Ugo Bassi
Il movimento è elettrico ed è sincrono con altri 2 orologi all’interno della banca ..Nel 2014 é stato rimesso dopo una conservazione .Negli ultimi anni l’orologio appariva scuro perché ossidato e sporco. Adesso risplende in tutta la sua bellezza,

8Orologio del Teatro Testoni
Montato sulla torretta del ex Casa del Fascio ,ora trasformata in teatro,,Testoni Ragazzi”-via Matteotti

9Orologio del Palazzo Mercanzia
Fu installato nel 1857 di semplicissima costruzione
Fino 1889 il quadrante era costituito da una tela trasparente ,dietro la quale si accendevano le candeline che permettevano di leggere le ore .
Oggi è di vetro e dietro sono accese le lampadine.

10Orologio dell’istituto Rizzoli -ex convento ,,La manica lunga”
Inserito all interno di un affresco di Innocenzo da Imola nel 1520 ,segna 24 ore in senso antiorario.

11orologio in via S.Stefano 60

12Orologio della chiesa di S.Maria della Pioggia
Installato nel 1713-Sopra orologio 2 campane maggiore dedicata al Cristo la minore è dedicata a Maria Vergine

13orologio in via Rizzoli

14orologio della chiesa di S.Nicola via Monaldo Calari

15orologio -Comune di Bologna piazza Maggiore-cortile interno

Movimento del orologio a pendolo fine del XVIII secolo -meccanismo originale realizzato da Rinaldo Gandolfi alla fine del XVIII secolo contemporaneamente a quello della torre del palazzo .L’orologio visibile dal Cortile d’Onore e ora azionato elettricamente ,è stato ripristinato nel 2014 grazie al contributo di Montblanc Italia.

16orologio in via Castiglione– orologio della Reale Grandine (1904)

17Palazzo delle stufe in via S.Giuliano -Era la serra per le piante esotiche dell’Orto botanico bolognese; l’edificio, chiamato alla latina Hybernaculum, fu costruito in stile neoclassico nel 1765. Le sculture del timpano raffigurano Flora e Felsina che mostrano un anemometro (“orologio a vento”) che serviva a misurare la direzione del vento dominante.

18- Chiesa Parrocchiale di Santa Maria della Carità in via s.Felice

19- Ex Ospedale psichiatrico provinciale Francesco Roncati”

20- Orologio nel cortile di Pinacoteca

21- Parrocchia dei Santi Giuseppe e Ignazio via Castiglione

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Teatro Romano a Bologna il più antico teatro in muratura dell’architettura romana.

Sapevate che a Bologna abbiamo il Teatro romano ?Nel cuore antico della città di Bologna, un palazzo del ‘700 ospita al suo interno i resti del primo Teatro Romano costruito in pietra.
-88 a.C. In via de’ Carbonesi, 5(di fianco a Majani)

  • Un manufatto straordinario per la storia della città e dell’architettura antica: il teatro romano di Bologna è uno dei più rilevanti edifici pubblici di “Bononia” e forse il più antico esempio di teatro romano in muratura noto in Italia.
    La costruzione inizia intorno all’80 a.C. quando la città viene promossa da colonia a municipium.
    Rinvenuto nel 1977 e reso visibile al pubblico dal 1994 quando diventa sede della COIN, dal 2000 – chiuso l’esercizio commerciale – non era più stato riaperto al pubblico, se non in rare occasioni.Nel 2019con la riapertura straordinaria di nuovo il teatro è stato riaperto al pubblico.

Scoperto solo nel 1977 quando iniziarono i lavori di restauro e ristrutturazione in un edificio situato in pieno centro storico, in via Carbonesi, destinato a diventare sede commerciale e complesso residenziale. Durante l’esecuzione dei primi lavori emersero, scavando, ciò di cui solo si supponeva l’esistenza sulla base di deboli tracce storiche e scarsi indizi: i resti del Teatro Romano di Bologna.La scoperta riveste un’importanza fondamentale sia per la storia della città -che ha potuto recuperare il primo grande edificio pubblico romano identificato con certezza nonché il più antico teatro in muratura dell’architettura romana- che per la storia dell’architettura teatrale antica in generale. La prima fase costruttiva (entro l’80 a.C.)
Nella sua prima fase edilizia, corrispondente all’impianto di fondazione, l’emiciclo del teatro bolognese aveva probabilmente la forma di un semicerchio pieno di circa 75 metri di diametro…

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Monumento alle donne partigiane bolognesi

Partigiane bolognesi

Inaugurato nel 1975, in occasione del Trentesimo Anniversario della Liberazione, il monumento di Villa Spada ricorda le 128 partigiane della provincia che diedero la vita nella lotta di Liberazione. Un muro in mattoni alto due metri sul quale sono collocati 128 mattoni che riportano il nome delle partigiane cadute inciso dai bambini e dalle bambine delle scuole elementari della città. Si tratta di un’opera nata dalla partecipazione condivisa dell’amministrazione pubblica, 15 Comuni della provincia oltre a quello di Bologna con il quartiere Saragozza, degli urbanisti del gruppo «Città nuova», del Comitato provinciale per le celebrazioni del 30° anniversario della Resistenza e dell’Udi (Unione donne italiane), degli operai delle ditte Sabiem, Calzoni e G.D., che vide l’importante apporto degli studenti di numerose scuole elementari e medie e degli allievi ed insegnanti del Liceo artistico F. Arcangeli di Bologna.Nel 2015 è stata collocata l’opera realizzata degli alunni delle scuole elementari Manzolini, dedicata alla figura della staffetta partigiana. Proprio il titolo di opera è ,,La staffetta Partigiana”

Le Partigiane:
Baccolini Anita, Bagni Alfonsa, Baldassarri Clarice, Balducci Angiolina, Bandiera Irma, Barbani Giorgina, Baroncini Emma, Baroncini Jole, Battaglia Aurora, Battistini Laura, Benfenati Adele, Benini Teresa, Bergamini Virginia, Bernardi Ofelia, Bernardini Clara, Bernardini Maria, Bernardini Clementina, Bernardini Maria Delia, Bernardini Lia, Bertocchi Augusta, Biagi Rina, Biagi Fernanda, Boschi Rina, Bosi Emilia, Brini Alfonsa, Brunori Tea, Burchi Domenica Gelsomina, Callegari Irene, Cantelli Giuseppina, Casini Domenica, Castelli Olimpia, Cattani Corinna, Cella Cesarina, Ceré Bice, Ceretti Isabella, Ceretti Maria, Checchi Carolina, Checchi Alberti Enrica, Chirici Ginetta, Comastri Marcellina, Comellini Livia, Dainesi Gina, Dalmonte Emma, Dardi Maria, De Giovanni Francesca Edera, Demaldè Anna, Domenicali Elsa, Druidi Olga, Farneti Rita, Ferrarini Corinna, Filippi Gina, Fini Gina, Fiumi Emilia, Fiumi Fiorina, Fraschetti Rina, Galantini Paolina, Galassi Colomba, Gallarani Adalgisa, Gamberini Macchiavelli Fernanda, Gherardi Clelia, Ghini Giuseppina, Ghini Giuseppina, Giacobazzi Maria, Gigli Florinda, Giovannetti Maria, Giovannini Angelina, Girotti Albertina, Grandini Lea, Grani Maria, Grazia Rina, Gruppioni Iolanda, Guazzaloca Laura, Lamieri Cesarina, Lelli Maria, Lorenzini Maria Luisa, Lucchi Aurora, Maldini Alba, Masina Antonietta, Mazzoni Elvira, Merighi Amelia, Minarini Rita, Montebugnoli Giannina, Monti Francesca, Oppali Nazzarena, Pasquali Cesira, Pedrielli Irma, Pieri Giovanna, Piovani Erminia, Piovani Bettina, Piretti Maria, Pirotti Erminia, Poli Clotilde, Presti Lucia, Ropa Novella, Rossi Giovanna, Rusticelli Attilia, Sabulli Adele, Salvadori Elisabetta, Santi Ida, Sassi Graziella, Serra Ines, Silvagni Luigia, Simonicini Linda, Spada Liliana, Suzzi Angela, Tacconi Rosa, Tamburini Rina, Tedeschi Maria, Tedeschi Antonina, Tosi Argia, Tossani Amelia, Tugnoli Clementa, Tulipani Natalina, Veggetti Loredana, Venturini Livia, Vigna Medarda, Vignoli Anna, Vignoli Romana, Vitali Laura, Vitali Italia, Zaccanti Dora, Zanacchini Ada, Zanacchini Annunziata, Zanacchini Maria, Zanotti Maria, Zebri Bruna, Zebri Matilde, Zucchelli Ada, Pia Verucchi

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Gallo di San Pietro a Basilica di Santo Stefano

Sotto il porticato su una colonna al centro di una finestra troviamo gallo di pietra risalente al XIV secolo, chiamato “Gallo di San Pietro” per ricordare l’episodio evangelico del rinnegamento di Gesù.

,,Si tratta dell’episodio della rinnegazzione di San Pietro, che per tre volte smentisce, davanti ad una serva che era convinta di averlo riconosciuto, di essere un discepolo di Gesù che era stato arrestato, come raccontato nel Vangelo di Marco Mc.14,27-31 ,66 – 72 – prima che il gallo per due volte canti , come a lui aveva profetizzato Gesù .Pietro dopo l’arresto del suo Maestro ha seguito i soldati che lo conducevano via e si è introdotto nel palazzo del Gran Sacerdote e siede poi vicino al fuoco in mezzo ai servi. Improvvisamente una serva lo riconosce e accusa di essere stato discepolo di Gesù. Pietro nega tutto e si allontana – non prima di aver udito un gallo cantare – la serva lo segue e nel vestibolo del palazzo gli rinnova la sua accusa . Pietro nega una seconda volta, ma dagli astanti viene riconosciuto il suo dialetto di Galilea: Pietro nega ancora e giura di non conoscere “quest’uomo di cui parlate”. Il gallo canta per la seconda volta e Pietro scoppia in lacrime. Non è invece raccontato come sia riuscito a sfuggire al pericolo di essere arrestato a sua volta.”

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Lavandaia

Statua di lavandaia collocata nel 2001 in via della Grada di l’autrice è l’architetto Saura Sara Sermenghi .Fra la fine dell’Ottocento e l’inizio del secolo scorso, la via era frequentata dalle lavandaie che venivano a lavare i panni nel Canale del fiume Reno (ora, quasi interamente coperto). A loro è dedicato il “monumento alla lavandaia” in via della Grada. Lavandaia nuda che in fine non piace a tutti….e fece discutere-. All’epoca i giornali riferirono le critiche a statua che raffigura una donna nuda che lava i panni . ,,Lavandaia ben diversa da quella rimasta nell’immaginario di chi le lavandaie le ha conosciute”. È disonorevole per le donne e per la categoria dei lavoratori; è un inno al capitalismo e non alle lavandaie” , “La bella figura della lavandaia «sporcata» da un brutto monumento. ” Cmq dopo tanti discussioni oggi la lavandaia non scandalizza più nessuno è anche poco visibile dalla strada principale . Oggi il verde urbano che la protegge dai sguardi indiscreti e copre in parte le sue nudità .

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Statua di don Antonio Gavinelli

Statua si trova davanti al Teatro Testoni in via Matteotti con lo sguardo fermato sulla chiesa di Sacro Cuore -non per caso ….Nel 2017 – Il 14 maggio, nella piazza intitolata al salesiano don Antonio Gavinelli, di fronte al santuario del Sacro Cuore, si è svolta la cerimonia di inaugurazione di un monumento a lui dedicato. La statua in bronzo, realizzata da Luigi Enzo Mattei, è il risultato di un’azione congiunta tra il comune di Bologna, l’opera salesiana “Sacro Cuore” e i cittadini che hanno aderito alla raccolta fondi.

Don Gavinelli, fu artefice della ricostruzione della cupola e della chiesa del Sacro Cuore: la prima volta in seguito al crollo nel terremoto del 21 novembre 1929 e, successivamente, dopo i bombardamenti della II Guerra Mondiale. Negli anni seguenti la fine della guerra ricostruì anche la parte distrutta dai bombardamenti dell’Istituto Salesiano e la casa delle opere femminili. Nel 1948 realizzò l’orfanotrofio di Castel de’ Britti e successivamente fece erigere la chiesa di San Giovanni Bosco nella periferia orientale della città. Fondò l’Opera del Sacro Cuore, diffondendo la rivista quindicinale “Il Santuario del Sacro Cuore”, che viene ancora oggi pubblicata con il titolo “Sacro Cuore”.

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ANTICA SPEZIERIA ALL’INSEGNA DELLA PIGNA

Bellissima ANTICA SPEZIERIA ALL’INSEGNA DELLA PIGNA FONDATA NEL SECOLO XIV Via Collegio di Spagna 1 -La farmacia San Paolo nasce nel XIV secolo come “antica spezieria della pigna” fondata dalla famiglia Calvi (ricchi lardaroli romagnoli) unitisi alla famiglia Marescotti di nobile casata, proprietari del palazzo e complesso edilizio di via barberia 4 (ora sede dell univeristà del DAMS).

DA SPEZIERIA A FARMACIA

Da spezieria si trasforma nella più “moderna” farmacia.In principio come farmacia Gnudi, in seguito acquistata dal Dott. Girolamo Concato che la rinominò in Farmacia San Paolo, in onore della chiesa San Paolo Maggiore.,,foto di farmacia in bn -fonte ,,farmacia san paolo,,

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La Fontana di Quinto Ghermandi e tartarughe -ma come sono comparse ?

La Fontana di Quinto Ghermandi (1916-1994)-con tartarughe -ma come sono comparse ?Fontana si trova al blocco 5 delle Nuove Patologie dell’Ospedale Sant’Orsola. Una fontana che rievoca un lago con ninfee e canneto, lambiti dagli spruzzi e dalle bolle d’acqua realizzati in bronzo, così come le conchiglie squamate, concave e convesse.Realizzata nel 1971.Oggi comunque è una piccola attrazione per i pazienti .Tra ninfee e canneti vivono qui pesci rossi e tartarughe acquatiche Le tartarughe sono comparse circa 20 anni fa .Le prime arrivate sono due Tartarughe acquatiche originarie di sud america qualcuno che si è stancato di tenergli a casa gli ha portati qui da quell momento le tartarughe aumentavano .Oggi ci sono qui circà 20 esemplari

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Meridiana da record!

Lo sapevate?Una curiosa scoperta in quartiere Savena-

➡ Una meridiana da record! 🕰🕐

Opera che unisce astronomia ,arte , scienza,tecnica e storia -citata sul GUINNESS DEI PRIMATI per le sue eccezionali dimensioni Si trova nel giardino pubblico all’interno dei palazzoni di via Ferrara in corte chiamata Cielo (è un rettangolo di 48 metri per 90) per distinguerla dalle altre due corti, dell’Acqua e della Terra, OROLOGIO SOLARE(costruito da gnomonista Giovanni Paltrinieri inaugurato nel 1988 ) è semicircolare di 36 metri di diametro, capace di coprire un arco di ore che va dalle 6 alle 18. Lo gnomone è a vela con uno spessore di 40 cm, ed un cateto verticale alto 4,5 metri.La linea delle ore 12 è larga 40 centimetri, ed è una vera Linea Meridiana del tutto simile a quelle antiche di tipo a “Camera Oscura”, in quanto alla sommità dello gnomone è posta una piastra al cui centro è praticato un piccolo foro. La Linea reca lungo il suo percorso una serie di valori numerici di particolare interesse astronomico e didattico, come ad esempio l’istante del Mezzodì, la corrispondente altezza sull’orizzonte, l’ampiezza del giorno. Al tempo stesso è riportato una sorta di calendario, capace di indicare i punti proiettivi del Sole sulla Linea nel corso dell’anno, ed il corrispondente segno zodiacale.Lo strumento ha dunque una duplice funzione: Meridiana per l’istante del Mezzodì, ed Orologio Solare per le restanti ore del giorno.

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