La Biblioteca Malatestiana un vero tesoro di Cesena. È l’unico esempio al mondo di biblioteca conventuale umanistica
CESENA
Cesena è una cittadina discreta ma incantevole nella regione Emilia-Romagna, che nasconde un vero tesoro: la Biblioteca Malatestiana, iscritta nella lista mondiale dell’UNESCO, è l’unico esempio al mondo di biblioteca conventuale umanistica. Oltre a questo, se non amate i luoghi affollati, sarà sicuramente un’escursione piacevole e piena di sorprese. È una città a misura d’uomo: piccola, ma non enorme (circa 100.000 abitanti), vivace ma non caotica, affascinante ma non esagerata, discreta e creativa. Ha un centro storico incantevole, che si gira facilmente a piedi, parzialmente attraversato da portici e case colorate, e offre molte attrazioni interessanti.
Cesena si trova quasi nel cuore della Romagna, a metà strada tra il mare, distante appena 15 km, e le colline, all’incrocio dell’antica Via Emilia e la Via Romea. Cesena è un centro di attività agricola, commerciale e industriale, principalmente nel settore ortofrutticolo, alimentare e meccanico; dal 1989 ospita anche una filiale dell’Università di Bologna. Lo stemma del comune è formato da uno scudo (balzana): nero-argento, con una bordatura dorata a cuneo. Capo degli Angiò. Lo scudo simboleggia tradizionalmente la pacificazione tra le fazioni avverse della città, Guelfi e Ghibellini; la bordatura deriva dallo stemma della casata dei Malatesta e si riferisce al loro dominio sulla città nel XV secolo. Il capo è una concessione del re di Napoli, Roberto d’Angiò. Lo scudo, al posto della corona municipale, poteva fregiarsi di una corona nobiliare, poiché la città è stata iscritta nel registro ufficiale della nobiltà italiana. Stemma conferito dal re Vittorio Emanuele III con decreto reale del 24 aprile 1927.

Cosa vedere a Cesena?
Obbligatoriamente la Biblioteca Malatestiana, è proprio su di essa che ci concentreremo.
Biblioteca Malatestiana
È la prima biblioteca civica in Italia e l’unico esempio al mondo di biblioteca conventuale umanistica, il cui edificio, arredi e codici sono sopravvissuti in stato intatto dal XV secolo. Costruita negli anni 1447–1452 secondo il progetto dell’architetto Matteo Nuti, per ordine di Malatesta Novello, signore di Cesena, e dell’ordine dei francescani. Il complesso si distingue per la colorazione originale, la sala a tre navate con 58 panche di legno (plutei), di pino marittimo, alle quali sono fissati gli antichi manoscritti miniati, creati tra gli altri da Giovanni da Epinal e Jacopo della Pergola, con catene originali in ferro battuto a forma di pigne o ghiande. Si è conservato tutto questo grazie al sistema di doppie chiavi (una del comune, l’altra dei frati); ciò ha garantito la sua inviolabilità per secoli.


Aula dei Nuti – è la sala principale della Biblioteca Malatestiana, formata come una basilica a tre navate (la navata centrale ha una volta a botte, e le navate laterali – a crociera). Un piacevole effetto scenografico è creato dal ritmo delle colonne e dalla luce diffusa attraverso la fila di finestre laterali e il rosone centrale. L’ingresso è consentito solo con una guida e solo all’inizio della sala fino al punto designato delimitato da una corda. Nella biblioteca vige esclusivamente luce naturale, senza elettricità né riscaldamento, il che permette di evitare cambiamenti del microclima necessario per la conservazione dei preziosi manoscritti.
Curiosità:
Sulle pareti della biblioteca si trovano circa 240 graffiti, disegni, date e firme, che sono ancora leggibili. Un tempo non venivano considerati atti di vandalismo, ma una prova della presenza e dell’esistenza della biblioteca. Una delle scritte recante il nome Lucrezia B. potrebbe appartenere a Lucrezia Borgia, che nel 1502 visitò Cesena come ospite dal fratello. Questo è un luogo assolutamente straordinario: da secoli perdura in stato intatto. Gli stessi banchi di legno, i vecchi libri e le catene originali, che un tempo proteggevano le collezioni dai furti, creano un’atmosfera in cui il tempo si è fermato. La navata centrale è adornata da venti colonne eleganti con capitelli decorati con scudi e motivi vegetali, e la luce lattiginosa, che entra attraverso la monumentale finestra a rosone, conferisce all’interno un carattere quasi mistico.
Da qui un suggestivo raggio di luce cade sugli epitaffi sul pavimento, che rinnovano la memoria del donatore:
MAL. NOV. PAN. FIL. MAL. NEP. DEDIT. che significa in italiano “Malatesta Novello, figlio di Pandolfo e nipote di Malatesta, donò” .

Nell’aria si solleva una polvere delicata, le cui particelle danzano nella luce morbida e filtrata del giorno, e le narici riempie il profumo di legno antico. In questo interno non è difficile sentirsi come se il tempo si fosse letteralmente fermato. Dal racconto della guida scoprirete che la Malatestiana fu un vero fenomeno della sua epoca – come prima biblioteca in Europa apriva le sue porte non solo alle élite, ma ad ogni abitante che sapeva leggere.
L’accesso agli studiosi era consentito a religiosi e cittadini colti di quei tempi. Poiché era ed è tuttora la prima biblioteca civica in Europa, il suo accesso non era limitato agli aristocratici o ai monaci conventuali, ma era aperto all’intera comunità, che poteva usufruire gratuitamente dei codici. I manoscritti non potevano essere portati all’esterno: si poteva usufruirne solo nella sala di lettura, ed erano (e sono tuttora) legati ai banchi con pesanti catene di ferro.

La gestione e l’apertura della biblioteca erano controllate da due chiavi separate, una appartenente al comune e l’altra ai francescani. Ascolterete anche la severa disciplina che qui vigeva: il divieto assoluto di usare candele, introdotto per la protezione delle inestimabili collezioni dagli incendi, è diventato uno dei motivi per cui possiamo ammirare questo luogo in uno stato così eccellente dopo oltre mezzo millennio. La biblioteca è sopravvissuta anche alla seconda guerra mondiale senza danni, poi ha subito un approfondito restauro.
Nel 2005 è stata iscritta nella lista mondiale dell’UNESCO. La biblioteca ospita quasi 380.000 volumi, tra cui migliaia di preziosi manoscritti, giornali, riviste, fotografie, lettere e numismatica. È la prima biblioteca civica europea e l’unico esempio al mondo di biblioteca conventuale umanistica. L’idea della biblioteca è attribuita ai monaci del convento di San Francesco, che pianificavano la costruzione di una biblioteca per lo studio, annessa al loro convento dal XIV secolo. Il primo intervento di Malatesta Novello, signore di Cesena, è documentato nel 1450. Egli adattò il progetto dei monaci e fondò la propria biblioteca nel loro convento.




La Malatestiana di Cesena fu ispirata al modello inaugurato nella biblioteca del convento dei domenicani di San Marco a Firenze da Michelozzo (1444). L’elefante, simbolo della casata Malatesta, si distingue sul timpano del portale con il motto “Elephas Indus culices non timet” (“L’elefante indiano non teme le zanzare”), e i simboli araldici: la grata, le tre teste e la scacchiera, sono rappresentati ai lati dell’architrave e sui capitelli dei pilastri. La scura porta di legno è opera di Cristoforo da San Giovanni in Persiceto ed è datata 1454.

L’araldica dei Malatesta è riprodotta anche all’interno, sui capitelli delle colonne nella sala e sui 58 plutei (29 per lato), imponenti panche di pino in cui sono conservati i codici. Anche il colore svolge un ruolo speciale: il bianco delle colonne centrali, il rosso del pavimento in terracotta e delle semicolonne, e il verde dell’intonaco, rivelato durante i lavori di conservazione negli anni Venti, ricordano i colori degli stemmi dei Malatesta. Per dotare la sua biblioteca di un numero adeguato di volumi, coerente con il progetto bibliotecario pianificato, Malatesta fondò uno scriptorium, che grazie a un’attività organizzata e pianificata in circa vent’anni produsse oltre centoventi codici. I manoscritti ordinati o acquistati da Malatesta Novello (circa 150 esemplari) completarono la collezione conventuale esistente. La collezione fu ampliata con testi di medicina e scienze, oltre a letteratura e filosofia, donati da Giovanni di Marco da Rimini, medico di Malatesta Novello e, come lui, appassionato collezionista di codici. Quattordici codici greci, molto probabilmente acquistati da Malatesta Novello a Costantinopoli, sette codici ebraici e altri donati a Novello, oltre a diversi codici aggiunti nei secoli successivi, completarono la collezione, che conta un totale di 343 manoscritti. Tra il XVI e il XVIII secolo nella Malatestiana furono collocati 48 volumi a stampa contenenti le opere di autori di Cesena, tra cui Iacopo Mazzoni, Scipione Chiaramonti e Giuseppe Verzaglia. La biblioteca si trova a Cesena, in Piazza Bufalini 1, nell’ex convento di San Francesco.





Come visitare la biblioteca
Alla storica Biblioteca si può entrare solo con una guida. Le visite partono ogni ora dal momento dell’apertura, e l’ultimo ingresso un’ora prima della chiusura. Gli orari di apertura variano a seconda della stagione: Estate (1 aprile – 31 ottobre): lunedì dalle 14:00 alle 19:00, da martedì a domenica dalle 10:00 alle 19:00. Orario invernale (1 novembre – 31 marzo): lunedì chiuso, da martedì a domenica dalle 10:00 alle 16:00. Nota: Ogni giorno alle 13:00 si svolge una visita guidata in lingua inglese in presenza di turisti stranieri. Prezzi dei biglietti. Il biglietto include anche l’ingresso alla Biblioteca Piana, al Museo Archeologico e alla Galleria d’Arte Comunale. Biglietto intero: 8,00 €. Biglietto ridotto: 5,00 € (per persone sopra i 75 anni, giovani dai 18 ai 25 anni e membri FAI, Touring Club o Italia Nostra). Biglietto gratuito: ogni prima domenica del mese, per i possessori di Cesena Card o Romagna Visit Card e per i minori di 18 anni. La disponibilità degli orari e l’acquisto dei biglietti possono essere verificati direttamente sul portale ufficiale https://www.coopculture.it/it/prodotti/biglietto-di-ingresso-alla-biblioteca-malatestiana-antica/
Piazza del Popolo con la fontana Masini
Piazza del Popolo a Cesena è una scoperta incredibile. Non è così maestosa come Piazza San Pietro né nasconde monumenti al livello della cattedrale di Milano, ma costituisce un insieme armonioso e pieno di grazia, che emana pace. La piazza fu costruita sotto il dominio di Andrea Malatesta tra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo ai piedi del colle Garampo, come punto centrale della nuova città dopo il saccheggio da parte dei Bretoni.

Ancora oggi rappresenta il cuore pulsante di Cesena. Sulla piazza sorgono molti edifici, tra cui il municipio e la Rocchetta di Piazza, sulle cui pareti campeggia una targa con inciso il famoso terzetto che Dante dedicò alla città. Sono queste le celebri terzine del XXVII canto dell'”Inferno” di Dante Alighieri (Divina Commedia), in cui il poeta descrive Cesena. E quella cu’ il Savio bagna il fianco, così com’ella sie’ tra ’l piano e ’l monte, tra tirannia si vive e stato franco. Traduzione di Edward Porębowicz: „A ta, którą Savio w bok obmywa, tak jak leży między równiną a górą, między tyranią a wolnością pływa.”
Fontana Masini



Nel cuore di Piazza del Popolo sorge un vero gioiello di Cesena – la Fontana Masini. Il suo inizio deve a Francesco Masini, talentuoso e versatile cittadino, che alla fine del XVI secolo creò un’opera che incanta per simmetria e forma armoniosa. La fontana, scolpita in pietra d’Istria e decorata con marmo policromo, attira lo sguardo per la ricchezza dei dettagli, in cui l’acqua gioca il ruolo di protagonista, dando vita all’intera costruzione.
Proprio accanto alla piazza si trova la bellissima scalinata storica “La scalinata del Nuti”, che conduce al castello.

Rocca Malatestiana
Testimone di storia sul colle Garampo Dominando sopra il centro di Cesena, la fortezza è una delle fortificazioni più potenti nella regione Emilia-Romagna. Porta ad essa una piacevole passeggiata da Piazza del Popolo, attraverso le rampe storiche, fino al parco che la circonda – i polmoni verdi della città. Architettura e eredità. L’imponente struttura del castello, ampliata dalla casata dei Malatesta, nasconde in sé il Maschio (la torre principale), la Torre Femmina e una misteriosa rete di passaggi sotterranei. Dalle sue terrazze nelle giornate serene si estende un panorama che arriva fino alla costa dell’Adriatico. La storia del luogo è così affascinante che ha attirato lo stesso Leonardo da Vinci – come ingegnere militare di Cesare Borgia, il grande maestro visitò la fortezza, consigliando sulla modernizzazione dei suoi sistemi difensivi. Consigli per i visitatori.
Cortile: Aperto a tutti, ospita un ristorante ed è luogo di eventi locali. Visita: Gli interni, inclusi i sotterranei e la sala delle torture, sono accessibili solo durante una visita guidata di un’ora. Logistica: Nei weekend le visite si svolgono ogni ora (11:00–18:00, costo 5 euro). Durante la settimana è richiesta la prenotazione anticipata tramite il sito ufficiale http://roccacesena.it/visite-guidate-rocca-cesena
Abbazia di Santa Maria del Monte (Abbazia del Monte)
Situata sul colle Spaziano, l’abbazia è uno dei monumenti religiosi più importanti di tutta la Romagna. Sebbene si trovi un po’ fuori dal centro storico, vale la pena fare una breve e pittoresca passeggiata. Storia e architettura. Gli inizi dell’abbazia risalgono al X secolo e all’eremo del vescovo Mauro. Col tempo questo luogo è diventato meta di pellegrinaggi, il che ha portato alla nascita di un complesso benedettino, ampliato nei secoli tra l’altro dalla casata dei Malatesta. L’imponente interno del tempio incanta per l’altezza, e il suo cuore è la cupola ricostruita dopo il terremoto del XVIII secolo. Vale la pena prestare attenzione alla eccezionale collezione di oltre 700 tavolette votive (ex voto), le più antiche delle quali risalgono al XV secolo – è un’affascinante testimonianza di storia e antiche usanze. Perché vale la pena entrarci?
Viste: Dal piazzale davanti alla chiesa si estende un panorama di Cesena e delle colline circostanti. Nelle giornate serene si vede il mare, la cima del Monte Titano a San Marino, e persino i grattacieli di Cesenatico. Chiostro Grande: Grande chiostro con un pozzo molto fotogenico, il cui meccanismo di approvvigionamento idrico è attribuito allo stesso Leonardo da Vinci. Clima: Sul posto operano la biblioteca, il laboratorio per il restauro di libri antichi e l’erboristeria tradizionale. Come arrivare? La via più suggestiva è la Via delle Scalette – un sentiero pedonale acciottolato che sale in salita tra il verde. La passeggiata dura circa 15-20 minuti e permette di calmarsi lentamente, lasciandosi alle spalle il caos cittadino. http://abbaziadelmonte.it/
Sulle tracce di Leonardo Lucchi: “Gli Equilibristi” e l’atelier dell’artista
A pochi passi da Piazza del Popolo, addentrandosi in via Cesuola, ti imbatterai ne “Gli Equilibristi”, una suggestiva opera in bronzo firmata dallo scultore cesenate Leonardo Lucchi. La scultura è la perfetta incarnazione della poetica dell’artista: i corpi dei due atleti, tesi e dinamici, sembrano sfidare le leggi della fisica, fluttuando nell’aria con una leggerezza che toglie il fiato.
Ma il viaggio nell’arte di Lucchi non finisce qui. Proseguendo lungo il vicolo, raggiungerai un angolo di quiete dove potrai ammirare altre sculture del maestro. Alzando lo sguardo verso l’alto, noterai il profilo dell’atelier privato dell’artista: proprio lì, sul terrazzo che si affaccia sulla piazza principale, troneggia la celebre scultura della ragazza, divenuta ormai un’icona fotografica della città.
L’Atelier si può visitare gratuitamente (controllate gli orari di apertura sul sito ufficiale). Se sarete fortunati, incontrerete lo stesso maestro che con passione vi mostrerà il suo mondo artistico. In città: Le sculture di Lucchi – sia a carattere laico che religioso – adornano molti punti di Cesena, creando una galleria d’arte informale nello spazio pubblico.
Altre attrazioni a Cesena
Il ponte Ponte Vecchio a Cesena, proprio dietro il centro città.
Passeggiando per il centro della città entrate in Cattedrale di San Giovanni Battista.

La Pinacoteca Comunale di Cesena è una galleria d’arte antica, moderna e contemporanea che espone dipinti su tavola e su tela, nonché sculture, dal tardo Medioevo ai giorni nostri, provenienti principalmente dalla regione Emilia-Romagna.
Curiosità
Il manoscritto più grande del mondo.
A Cesena si trova il “Manoscritto Eroico”, che è stato inserito nel Guinness dei primati come il manoscritto più grande del mondo. È alto 2,1 metri e largo 1,4 metri (una volta aperto), pesa 200 kg e racconta la storia della città e della Biblioteca Malatestiana in 20 capitoli. Alla sua realizzazione hanno contribuito oltre 2.200 abitanti.

La “Città dei Tre Papi”,
In realtà questo appellativo si riferisce soprattutto ai due papi nati in questa città:
Pio VI (Giovanni Angelo Braschi, nato a Cesena nel 1717)
Pio VII (Gregorio Luigi Barnaba Chiaramonti, nato a Cesena nel 1742)
Il terzo papa spesso associato a Cesena è Benedetto XIII (Pietro Francesco Orsini), il quale – sebbene non fosse nato a Cesena – vi ricoprì la carica di vescovo negli anni 1675–1680, prima di essere eletto papa. Da qui deriva il soprannome popolare della città come «città dei tre papi».
Dove mangiare a Cesena?
A Cesena la cucina è un’esperienza autentica: non puoi ripartire senza aver assaggiato i leggendari cappelletti in brodo, il vero orgoglio della tavola romagnola. Ecco dove vivere le migliori esperienze gastronomiche:
Ristorante Cerina (Borgo San Vittore): Una vera istituzione storica, ideale per chi cerca l’autenticità. Non perdere il celebre canolo (cannellone fritto con ragù e besciamella), un piatto iconico presente in menu dal 1965. Nota: richiede lo spostamento in auto.
Brodino (Centro): Un moderno laboratorio di pasta fresca trasformato in un’accogliente osteria. Perfetto per un pranzo veloce o una cena informale “con le mani in pasta”. Prenotazione vivamente consigliata visti i pochi coperti.
Osteria Michiletta (Centro): Situata nel cuore storico, propone piatti della tradizione rivisitati con un tocco contemporaneo e raffinato. Ideale per una cena speciale in un ambiente intimo. Prenotazione consigliata.
Piadina Stefana e Mascia: La tappa obbligatoria per lo street food romagnolo. Qui troverai una piadina o un crescionepreparati a regola d’arte, perfetti da gustare passeggiando.
Come arrivare a Cesena e alla biblioteca
In treno Alla Biblioteca Malatestiana si può arrivare anche a piedi dalla stazione ferroviaria di Cesena in circa 15 minuti. In alternativa si può prendere l’autobus linea n. 5 (biglietteria davanti alla stazione), che vi porterà alla biblioteca in pochi minuti (fermata “Papa”).
In auto Dall’autostrada A14 bisogna uscire al casello “Cesena” o “Cesena Nord” e seguire le indicazioni per Cesena Centro, dove si trova la Biblioteca
Dove parcheggiare
Malatestiana. L’auto si può parcheggiare in uno dei parcheggi a pagamento in città. -Mappa dei parcheggi. Dove parcheggiare?https://www.comune.cesena.fc.it/articoli/mappa-dei-parcheggi/
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