Villa Aldini un gioiello sui colli bolognesi

Antonio Aldini fece costruire tra il 1811 e il 1816 una grande villa in stile neoclassico, “palazzo di delizia d’ordine ionico perfetto”, dedicata a Napoleone, che durante una visita a Bologna nel 1805 cavalcò sul colle e, mirando dall’alto il panorama, avrebbe esclamato: “Ca c’est superbe!”.

Chissa quale panorama ha incantato Napoleone

vista parco Ghigi dalla via Osservanza sulla strada verso la villa Aldini

vista da Villa Aldini verso la città

La villa fu progettata dall’architetto Giuseppe Nadi e dall’ingegnere Giovanni Battista Martinetti, con la consulenza di Leopoldo Cicognara.

Villa è stata costruita in vicinanza della antica chiesa .Nel 1806 furono demoliti la chiesa e il convento della Madonna del Monte sulla cima del colle dell’Osservanza, acquistati alcuni anni prima da Antonio Aldini, segretario di stato del Regno d’Italia. La villa è costruita utilizzando il materiale ricavato dalla demolizione della chiesa e del convento dell’Osservanza, situati poco distanti e acquistati da Aldini il 20 giugno 1812.

La grande facciata “con frontone e colonne come un tempio antico”, a parere di Stendhal costituisce “in venti luoghi della città un punto di vista a piacere per la gioia degli occhi”.

E’ sormontata da un timpano con fregio di Giacomo De Maria (1787-1838), un “cammeo gigantesco”, eseguito con l’aiuto degli allievi Adamo Tadolini e Alessandro Franceschi, che raffigura l’Olimpo in stile neoclassico.

Interno da favola

Una parte più interessante della villa -un salone con le colonne di marmo e lampadari bianchi

Altre foto della villa

Villa fu salvata dalla demolizione

Nel 1831 Girolamo Bertocchi, ha acquistato l’edificio ,nel 1833 era pronto con un progetto di demolizione ma la Commissione Ausiliaria dei Professori di Belle Arti riuscì ad evitare l’abbattimento dell’edificio da parte del nuovo proprietario, dichiarandolo “nobilissimo e di ornamento cospicuo per le adiacenze della città”. Nel 1842, per opera di Antonio Serra, lo stabile ritornò alla sua integrità, ma dal 1848 al 1859 fu occupato da un Comando austriaco e ospitò un ospedale militare.

Progetto per una Stazione Astronomica 

Nel 1909 Michele Rajna il direttore dell’osservatorio dell’Università progetto di trasformazione della Villa Aldini come Stazione Astronomica in sostituzione della Specola di Palazzo Poggi (1725). Il progetto del nuovo osservatorio è firmato da Flavio Bastiani, direttore del Genio Civile, e prevede un riflettore di 325 mm ospitato in una cupola girevole costruita sul piazzale della villa. E’ prevista inoltre la ristrutturazione di parte dell’edificio come laboratorio, officina e casa del custode.

Nel 1938 Guido Zucchini condusse un restauro che riportò definitivamente alla luce la Rotonda, il santuario romanico della Madonna del Monte impropriamente trasformato da Aldini in sala da pranzo. Nei pressi della villa fu costruita una casa di riposo per i congiunti dei caduti in guerra.

Rotonda della Madonna del Monte è una chiesa sconsacrata in stile romanico a pianta circolare ,edificato intorno al 1116.Oggi è inglobata nella villa.La Rotonda – diventata sala da pranzo ai tempi di Aldini – e riportò alla luce sia l’originaria struttura dello spazio, sia gli antichi affreschi nelle nicchie al suo interno. 

L’interno della Rotonda della Madonna del Monte

fot. della chiesa di –Tesori Abbandonati

Foto 3– Nicchie affrescate all’interno della Rotonda della Madonna del Monte, sec. XII. Nelle nicchie, da sinistra a destra, gli apostoli: san Giuda Taddeo, san Giacomo e San Matteo.

Villa oggi (primavera 2021)

Fino qualche anno fa villa era utilizzata come comunità di prima accoglienza per minori. Purtroppo oggi villa è lasciata a se stessa .Portoni di ingresso spaccati, qualcuno ci ha messo la rete metallica dietro il portone che dovrebbe impedire di entrare ai intrusi ma facilmente spostabile …Segni di degrado ,l’odore di residui di cibo, ed escrementi….Ecco cosa troviamo al interno .Villa usata come un posto per festicciole ,qualcuno ci ha dormito ,qualcuno ha demolito insomma grande tristezza per un posto che merita un altra fine, merita di tornare a splendere, di essere restituita ai cittadini.

Sembra che qualcosa si è mosso

Matteo Lepore afferma la volontà di restituire la villa ai cittadini si pensa di Attività teatrali e culturali nella parte storica della villa. M.Lepore cmq una proposta ce l’ha: realizzare una scuole nel bosco.

Curiosità

  • Nel 1811 (14 ottobre), durante i lavori a Villa Aldini, avviene un tragico incidente: per il crollo di una impalcatura due muratori muoiono e altri tre rimangono gravemente feriti.
  • Cannoni austriaci contro la città 1849 .A mezzogiorno del 9 maggio ricomincia il bombardamento della città. Da via del Piombo un cannonaccio, ben mascherato e protetto, colpisce la postazione austriaca di villa Aldini.Dal 1849 al 1859 fu sede del comando austriaco e poi ceduta al comune.

Il 27 agosto la Pro Montibus organizza, a Castiglione dei Pepoli, la prima Festa degli Alberi mai celebrata in Italia, su modello di quella nata negli Stati Uniti nel 1872. La stessa festa si tiene a Bologna il successivo 26 ottobre. A Villa Aldini gli alunni delle scuole piantano alberi per rendere i colli più verdeggianti.Nel 1903 sarà fondata la rivista quindicinale “L’Alpe”, primo periodico italiano dedicato ai problemi forestali. 

1915-Colonie estive comunali-circa 400 ospiti frequentano la colonia diurna di Villa Aldini per i bambini poveri. I piccoli ospiti trascorrono il loro tempo all’aperto “sotto i boschi, sulle pendici soleggiate in mezzo al verde della città”. Oltre al vitto, il Comune offre loro anche il vestiario e le scarpe.

1938-Casa di riposo per i famigliari dei caduti in guerra -Sul colle dell’Osservanza, nei pressi di Villa Aldini, è costruita la Casa di riposo per i congiunti dei caduti in guerra. Può ospitare una cinquantina di ricoverati. Nel dopoguerra sarà affidata all’Istituto “Giovanni XXIII”.

1946- A Villa Aldini, sul colle dell’Osservanza, viene aperto un istituto per la cura e la riabilitazione dei “minori infortunati di guerra”. Fino al 1950 riceverà decine di “mutilatini” provenienti da tutta la regione.Sono bambini colpiti durante i bombardamenti o vittime dello scoppio più o meno accidentale di ordigni di vario genere, soprattutto le micidiali mine antiuomo lasciate dai tedeschi durante la ritirata.

1975-Pier Paolo Pasolini Il regista scrittore girerà nella sua città natale – in particolare nel parco di Villa Aldini – anche una parte del suo ultimo film, Salò o le 120 giornate di Sodoma, pochi mesi prima della sua tragica morte. Comunque dopo la presentazione ufficiale a Parigi, la pellicola uscirà nelle sale italiane nel gennaio 1976, ma sarà subito sequestrata.

-dal archivi di Sala Borsa

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